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Corriere della Sera / Viaggi - Villaggi vacanze, i sogni possibili

Corriere della Sera / Viaggi - Villaggi vacanze, i sogni possibili

21 Febbraio 2012

Esotico family o paradiso per single?

Diversificare e personalizzare: sono i due diktat del settore per uscire dall'empasse della crisi

India, Thailandia, Messico le mete emergenti. E già si rivedono i primi «tutto esaurito»

La settimana del villaggio diventa wellness, tecnologica (mai senza l'iPad) e presta attenzione a bimbi e single. Purché si evada. I tour operator le chiamano segmentazioni dell'offerta. Le cose stanno così: il vecchio villaggio vacanze si rifà il trucco e resiste a quel 3,4 per cento di italiani che scelgono gli hotel (fonte Eurostat, sul 2009), catturando le esigenze di ogni tipo di vacanzieri nostrani. Che, crisi o non crisi, continuano a viaggiare, spendendo molto o poco a seconda della destinazione. Con un paradosso in valigia. «Se si scelgono mete più lontane, il mare dell'Egitto o delle Baleari, starsene spaparanzati al sole può costare il 30% in meno che in Italia; secondo speciali formule i bambini non pagano e, a maggio o a settembre, un pacchetto completo non supera i mille euro», osserva Sergio Testi, direttore divisione tour operating Alpitour, leader di un settore declinato in Franco Rosso e Bravo. Il passaparola 2012 per i progettisti del divertimento è: diversificare l'offerta. Dopo un paio d'anni di crisi nordafricana, riecco la Tunisia, certo, ma c'è pure il debutto del family esotico. «Puntiamo sui nuovissimi villaggi di Mahdia, e sul Veraclub Ranyatavi a Phuket, in Thailandia, oltre che sulle formule accattivanti per single», dice Stefano Pompili, direttore commerciale Veratour. «Sette giorni a Fuerteventura, con volo e camera singola, ci si sta dentro a 900 euro». Ma lo spagnolo da spiagge da sogno si parla soprattutto in Messico - con Sry Lanka, Malesia, Indonesia e Argentina, tra i mercati emergenti del turismo globale - sulla scia di quel viaggio a Tulum, disegnato dalla coppia Fellini-Manara, e trasformato in realtà nell'Atmosphera Resort +18, pazza idea per maggiorenni. «Il Royal Tulum, sulla riviera Maya, è semplicemente un luogo in cui l'animazione si fa più soft e il servizio al tavolo è discreto», aggiunge Pompili. Già, non è un villaggio per bambini. Però, tra Minorca e Lanzarote, Panteravera (mascotte Veraclub), e capitan Burrasca, l'idolo degli under 12 di Marevero (tour operator nato dal 2009) aspettano il tutto esaurito. Renato Scaffidi, direttore generale Marevero: «Nei miniclub puntiamo sulla piena partecipazione dei piccoli ospiti, per questo abbiamo creato la mascotte capitan Burrasca, una sorta di coordinatore per i baby turisti: dagli spettacoli di magia ai corsi di teatro, alle lezioni in chiave green».

Sembra trascorso un secolo dall'invenzione della formula all-inclusive (sole, sport e divertimento) dei Club Med, creati da belga Gérard Blitz. «Un tempo la giornata tipo nei resort era poco strutturata, adesso invece si tende a personalizzare di più la vacanza», nota Paolo Corvo, docente di Sociologia del turismo all'università di Pollenzo (Cuneo), che aggiunge quanto «sia cresciuta la consapevolezza del turista rispetto all'ambiente». Nel nuovissimo Tclub di Turisanda, il Riad Nashira a Marrakech, «troviamo pannelli solari, detergenti ecologici, illuminazione a basso consumo e caldaie di ultima generazione per risparmiare energia elettrica», ricorda Maurizio Vergani, contract manager Hotel Planet.

Tra buoni propositi e fatti, nel 2011, i paradisi turistici nordafricani hanno rivelato una flessione intorno al 40%. «Dopo una diminuzione dell'8% di tutto il settore legato ai viaggi organizzati, ci stiamo rimettendo in corsa e molti operatori fanno già registrare un più 5% sulle destinazioni estive», ricorda Roberto Corbella, presidente Astoi, che raccoglie i principali tour operator italiani. Come Eden Viaggi, la cui nuova tendenza dei villaggi, sia in casa (Villassimius, sulla costa meridionale della Sardegna) sia all'estero (a Cala'n Bosch, Minorca, in Spagna), è in una f