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Corriere della Sera / Viaggi - Un miliardo - 2012, una cifra storica per i turisti nel mondo

Corriere della Sera / Viaggi - Un miliardo - 2012, una cifra storica per i turisti nel mondo

21 Febbraio 2012

Di fronte alle turbolenze del pianeta il movimento dei vacanzieri modifica le rotte ma non si arresta.

I nuovi globetrotter arrivano da Indonesia, Messico, Sudafrica

In Italia il calo dei viaggiatori interni viene compensato dalla crescita degli stranieri: il settore vale il 13% del Pil

Un settore che continua a crescere al ritmo del 4% su scala mondiale, perché la crisi non ha spento la voglia di viaggiare: lo mostrano i dati dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (Unwto, agenzia specializzata delle Nazioni Unite), che quantifica in 980 milioni gli arrivi di turisti internazionali nel mondo nel 2011, il 4,4 % più del 2010, e per il 2012 prevede un aumento del 3-4 % che porterà il totale al record storico di 1 miliardo di arrivi. È andata bene l'Europa (più 6%) e in particolare l'area mediterranea e quella centro-orientale. Per l'Africa invece crescita zero degli arrivi con il forte arretramento del Nord Africa (meno 12%) a causa degli eventi della «primavera araba» che hanno tenuto lontani i turisti.

Se la crisi ha costretto gli italiani a tirare la cinghia e a ridurre (ma non a cancellare) i giorni di vacanza, i Paesi emergenti danno nuova linfa al settore. La torta si allarga, oltre ai Bric (Brasile, Russia, India e Cina) anche Indonesia, Messico, Sudafrica, Emirati arabi, Corea del Sud sono Paesi di provenienza di turisti con potere d'acquisto elevato, interessati a viaggiare. Su questi nuovi mercati esteri deve puntare l'Italia, visto che nel 2011 è stata la componente straniera a trainare i flussi turistici con un aumento del 3,4% dei pernottamenti nelle strutture ricettive italiane, che ha compensato il calo dell'1,5% registrato per gli italiani.

L'apporto positivo del turismo è confermato dalla bilancia dei pagamenti turistica della Banca d'Italia che per il periodo gennaio-novembre 2011 mostra un avanzo di 10.015 milioni di euro, a fronte di 8.625 milioni di euro nello stesso periodo dell'anno precedente. Le spese dei viaggiatori stranieri in Italia, per 29.499 milioni di euro, sono salite del 6,1%; quelle dei viaggiatori italiani all'estero, per 19.484 milioni di euro, sono cresciute dell'1,6%. «Il contributo complessivo del turismo al Pil italiano nel 2010 è stato di oltre il 13% con 3,3 milioni di posti di lavoro», ha detto il ministro per il Turismo e lo Sport Piero Gnudi in una recente audizione al Senato, «e nell'arco dei prossimi 10 anni il turismo e il suo indotto potranno creare 1,6 milioni di nuovi posti e contribuire al Pil in misura del 18%».

Ma per intercettare una quota consistente della nuova domanda vanno rimosse alcune barriere, che limitano la competitività del settore, secondo il ministro. Sollecitazione che trova concordi gli operatori del settore.

«L'Italia, se vuole vincere la gara con i concorrenti, deve promuoversi in modo più efficace come Paese, perché farlo a livello di singole regioni è perdente, deve offrire collegamenti aerei competitivi, in modo da diventare la porta di ingresso in Europa, e deve dotarsi di una buona struttura di alberghi di fascia bassa per le famiglie, come in Francia», dice Roberto Corbella, presidente di ASTOI Confindustria Viaggi, l'associazione dei tour operator italiani.

Un altro nodo è quello dei visti di ingresso: «Soprattutto per i cinesi e per i russi c'era il vincolo dei visti, ma ora si sta sbloccando, sono stati fatti accordi, anche con Paesi dell'America Latina, a livello europeo quando si aprono questi mercati l'Italia è in pole position», spiega Magda Antonioli, direttore del Master in Economia del turismo presso l'Università Bocconi e consigliere speciale del Commissario europeo per il turismo Antonio Tajani. Il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico dell'Italia deve essere valorizzato per non perdere ulteriore terreno rispetto ai concorrenti: il Bel Paese è quinto al mondo per presenze di turisti stranieri, ma la