Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
Corriere della Sera - Quei Transatlantici sempre più grandi

Corriere della Sera - Quei Transatlantici sempre più grandi

16 Gennaio 2012

Dieci vari l'Anno
19 milioni di passeggeri nel 2011

Per molti è «l'isola che non c'è». Perché nell'immaginario collettivo del turista da crociera, sorta di giramondo stanziale, la grande nave-resort è viaggio e destinazione insieme. Sempre più parco giochi, sempre più grande. Da condividere con tanti ma proprio per questo alla portata di tutti. Un tempo icona della vacanza d'élite ma da anni simbolo del turismo globale, rischia ora di perdere appeal?

La più imponente al mondo è la Oasis of the Seas dell'americana Royal Caribbean: 5.400 passeggeri. La migliore tra le «grandi» (dice la Cruising & Cruise Ships) è la Queen Mary 2 della britannica Cunard Line: 5 stelle, 3.090 ospiti. La capolista italiana (sempre secondo la «bibbia» di settore) la Costa Favolosa: 4 stelle e 3.800 passeggeri. La new entry della prossima primavera la Disney Fantasy della Disney Cruise Line: 4.000 posti formato famiglia. Si moltiplicano al ritmo di dieci nuove navi l'anno e 25 mila posti in più. Il mercato, del resto, è uno dei pochi ad aver retto alla crisi (e rallentato solo negli ultimi dodici mesi).

Nel 2010 il giro d'affari in Italia è aumentato del 16%. Tanto che il peso del nostro Paese nel mondo come meta d'imbarco arriva al 35%. Sempre nel 2010 dai nostri porti sono partiti, transitati e arrivati 9,6 milioni di passeggeri (la stima per il 2011 è di 11 milioni). Ma mentre nel mondo sono saliti a 19 milioni i crocieristi, in Italia lo scorso anno circa un milione di persone (rispetto ai 900 mila del 2010) ha scelto questo tipo di vacanza.

Coppie in viaggio di nozze, anziani e sempre di più famiglie. «Genitori con figli, ma anche tanti nonni con nipoti», dice Roberto Corbella, presidente dell'Associazione nazionale dei tour operator italiani. Perché in principio, per tutti gli anni 70 e fino agli inizi degli 80, la crociera era per pochi. «Oggi è per tutti  continua Corbella -: è una vera città galleggiante dove ciascuno trova la sua dimensione». A bordo c'è di tutto: «Dal cinema quadrimensionale alle più belle Spa, dalla suite con balcone privato alle piste per pattinaggio su ghiaccio. Vuoi sbiancarti i denti? Accontentati. Ci sono poi gli "assaggi" dei Paesi che si toccano. Il tutto a prezzi competitivi».

La formula è quella dei voli low cost: tanti posti a prezzo base, più un'ampissima varietà di servizi a pagamento. Si parte da poche centinaia di euro (per sette giorni nel Mar Rosso, voli compresi, meno di 500 euro). «Più evidente negli Usa, la strategia è globale: solo con certi numeri di passeggeri (e navi ipertecnologiche progettate per ogni comfort) si possono garantire certi costi», spiega Alberto Corti, direttore Federviaggio-Confturismo. «Così che anche quando il potere d'acquisto diminuisce ci si può permettere una bella vacanza». Ma secondo Corti c'è un'altra ragione che giustifica prima la crescita del settore: «Il fatto che, parlarne ora sembra anacronistico, per molti la crociera è sinonimo di vacanza sicura: la nave è uno spazio controllato a misura di famiglie e anziani».

Adesso però il timore è che l'incidente del Giglio possa frenare la corsa dei villaggi-crociera. Magari in favore di navi più piccole e vecchio stile. Come l'Europa della tedesca Hapag Lloyd Cruises (450 passeggeri e unica cinque stelle più) o come la «rivisitata» Costa neoRomantica (1.697 posti). «Si tratta di due segmenti diversi destinati a convivere. In 64 anni alle navi Costa non era mai successo nulla», afferma Corbella. «Un incidente così colpisce e nell'immediato le ripercussioni ci saranno, ma superato lo choc è naturale che si torni a questa vacanza. Quando cade un aereo si smette forse di volare?». Concorda Corti: «Proprio perché globale l'incidente ha coinvolto passeggeri di tante nazionalità ed è stato vissuto in modo diverso da almeno una cinquantina di paesi generatori di crociere nel Mediterraneo». Poi aggiunge: «Q