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CORRIERE DELLA SERA - La crisi nera del turismo

CORRIERE DELLA SERA - La crisi nera del turismo

14 Gennaio 2021

La crisi economica causata dal Coronavirus ha colpito, tra tanti settori, anche quello del turismo. Ne sanno qualcosa gli operatori sui laghi e sui monti bresciani. Un settore tutt'altro che omogeneo, perché copre una gamma molto ampia di attività. Si è parlato di ristorazione, di alberghi, di impianti sciistici, presupponendo tutta la filiera degli sport invernali, fondamentale per l'economia alpina. Rischiano invece di scivolare in secondo piano le attività più specificamente legate al tema del viaggio: quelle che coinvolgono i tour operator, le agenzie di viaggio, le compagnie aeree e di navigazione. Paralizzando ogni spostamento, la pandemia ha infatti vibrato un colpo letale a questo comparto economico, che spazia dai fornitori di servizi per i turisti che vengono in visita nel nostro Paese (incoming), agli operatori che organizzano i viaggi all'estero dei nostri connazionali (outgoing), senza dimenticare i vettori, che hanno dovuto parcheggiare i loro mezzi sui piazzali degli aeroporti o ancorarli nei porti. Per fornire un'idea dell'entità del disastro, basterebbe la percentuale del calo dei fatturati nel settore dell'outgoing, che è il mondo dei viaggi, al quale è associato l'immaginario delle vacanze, dell'avventura, della scoperta dell'esotico: tra -85% e -95% nel 2020.

Eppure la voglia di viaggiare non è morta e la gente si è arrangiata come ha potuto, spesso eludendo le maglie non troppo fitte dei controlli. L'Astoi, l'Associazione di categoria dei Tour Operator, segnala che, mentre da noi erano vietati perfino gli spostamenti tra regioni, arrangiandosi con Internet, oltre un migliaio di italiani abbiano trascorso il Natale alle Maldive, a Dubai, Zanzibar. Si tratta di esperienze che non devono essere incoraggiate per i rischi sanitari cui espongono chi parte e chi resta a casa. L'unica speranza di sbloccare questa situazione e riavviare la macchina mondiale e locale del turismo, che è stato fino a ieri la più importante attività economica dopo quella della produzione di energia, è riposta nella vaccinazione di massa. Grazie ad essa, i nostri turisti potranno andare ed essere accolti senza timore negli altri Paesi, allo stesso modo in cui i turisti stranieri lo saranno nel nostro. Purtroppo questa ipotesi incontra subito un ostacolo. Chi viaggia appartiene di solito alle fasce di popolazione comprese tra i 30 e i 70 anni, che, per le buone condizioni di salute, saranno le ultime in lista per le vaccinazioni. Ecco un'altra ragione per accelerare i tempi delle somministrazioni delle dosi. Giungere impreparati alla prossima estate significherebbe dare il colpo di grazia all'economia del viaggio.

Fonte = CORRIERE DELLA SERA 12/01/21