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CORRIERE DELLA SERA - Dopo i focolai alle Maldive e in Egitto, italiani positivi al Covid bloccati alle Seychelles

CORRIERE DELLA SERA - Dopo i focolai alle Maldive e in Egitto, italiani positivi al Covid bloccati alle Seychelles

07 Gennaio 2022
Cresce il numero degli italiani contagiati dal virus nei paradisi esotici mete dei Corridoi turistici riconosciuti dal ministero della salute per soggiorni sicuri Dopo i focolai registrati alle Maldive e in Egitto, c'è un gruppo di italiani positivi al Covid bloccato in un altro paradiso esotico delle vacanze: almeno una ventina di connazionali, e altrettanti contatti stretti, sono in quarantena nelle Seychelles, stato insulare nell'Oceano indiano inserito nell'elenco delle destinazioni che possono essere raggiunte attraverso i Corridoi turistici riconosciuti dal ministero della Salute e istituiti per garantire, in teoria, soggiorni a prova di contagio. I protocolli validati, che prevedono tamponi prima della partenza, durante la vacanza e prima del ritorno, uso delle mascherine distanziamento oltre a varie altre misure, però non sono bastati per proteggere i viaggiatori, sia perché la variante Omicron ha una contagiosità molto elevato, perché, come testimoniato da una lettrice del Corriere in vacanza a Marsa Alam, località egiziana sul Mar Rosso, sia perché i controlli non sempre sono efficaci e in molti casi le regole sono infrante. «Il distanziamento non è garantito, siamo a stretto contatto con turisti di paesi a rischio contagio come la Russia o l'Ucraina, nel ristorante del nostro resort il personale non usa i guanti, spesso le mascherine sono indossate male e per servirsi al buffet i clienti, senza mascherina, utilizzano lo stesso mestolo/cucchiaio». Inoltre, ha aggiunto la lettrice, «i tamponi sono fittizi, infilano il bastoncino in una sola narice e senza nemmeno entrare a fondo come si usa da noi in Italia». Marsa Alam è la località dove è in isolamento la parlamentare della Lega Susanna Ceccardi. I primi casi di italiani positivi alle Seychelles, secondo quanto riferito da operatori turistici locali e confermato dalle autorità sanitarie della capitale Victoria, sono stati registrati a fine dicembre e alcuni di loro sono già risultati negativi al tampone negativo, ma prima di ripartire per l'Italia, secondo le norme del Paese, devono risultare negativi una seconda volta. In tutto, sarebbero almeno una ventina gli italiani positivi, tutti in buone condizioni di salute anche se alcuni hanno accusato sintomi respiratori e febbre, almeno altrettanti i contatti stretti. Si trovano tutti in strutture nel distretto di Mahé. 
Alle Maldive ci sono almeno tre situazioni diverse che coinvolgono turisti italiani: un gruppo di 36 persone è bloccato sull'isola di Alimathà: 12 positivi e 24 contatti stretti; una coppia fiorentina è invece in isolamento in un Covid-hotel nella Capitale Malè («siamo bloccati in stanze minuscole sporche, il cibo è pessimo, ci hanno anche fatto pagare 300 euro per il trasferimento dl nostro resort» hanno raccontato al quotidiano Leggo). Inoltre ci sarebbero dei casi anche nell'isola di sull'isola di Fihalhohi. Secondo Astoi-Confindustria Viaggi, che ha diffuso un comunicato stampa il 6 gennaio per esprimere la propria posizione, «i corridoi turistici funzionano» perché «le sei destinazioni interessate - Aruba, Egitto (Sharm El Sheikh e Marsa Alam), Repubblica Dominicana, Mauritius, Maldive, Seychelles - hanno registrato cumulativamente l'arrivo di 26.606 turisti di cui 67 - ovvero lo 0,25% - risultati positivi». Il dato però non conteggia tutti i casi, anche perché secondo la stessa associazione «per l'assenza dei necessari controlli da parte delle autorità competenti - ad esempio sul cosiddetto "Travel Pass", documento necessario rilasciato solo da operatori professionali - ancora si assiste ad una importante quota di viaggiatori "fai da te"». Al Corriere alcuni turisti italiani hanno testimoniato inoltre che anche presso le strutture accreditate ci sono numerose violazioni alle regole previste dal protocollo, senza considerare che i dati dell'associazioni non conteggiano i casi di positività riscontrati subito dopo il rientro in Italia dalle località di vacanza. 

Fonte = CORRIERE DELLA SERA 07/01/22