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L'AGENZIA DI VIAGGI - Coronavirus, Etoa conta i danni: «Cancellato il 60% dei viaggi in Europa»

L'AGENZIA DI VIAGGI - Coronavirus, Etoa conta i danni: «Cancellato il 60% dei viaggi in Europa»

29 Gennaio 2020

Non c’è solo un drastico calo del turismo nel Paese del Dragone. La situazione in Cina, a causa del coronavirus, ha conseguenze rilevanti sugli arrivi in Europa – l’afflusso dei viaggiatori cinesi è importante e ha un peso notevole in un periodo di bassa stagione – e sul tema è intervenuto il ceo di Etoa, Tom Jenkins. «Circa il 7% del turismo in uscita dalla Cina avviene durante il Capodanno Cinese; cittadini che sarebbero partiti se non fosse arrivato il divieto di viaggi organizzati a partire dal 27 gennaio – ha detto – La situazione ha portato invece alla cancellazione del 60% dei gruppi. Con le dovute cautele, possiamo azzardare che due terzi dei visitatori che erano attesi in Europa in questo periodo non siano arrivati».

Il mutare degli eventi in Cina è stato rapido: il 24 gennaio le autorità cinesi hanno vietato tutte le nuove vendite di pacchetti di viaggio per l’estero e hanno incoraggiato gli organizzatori a invitare i propri clienti a non partire. Il 27 gennaio è arrivato il divieto totale di viaggiare in gruppo.

Secondo le stime del portale internazionale di informazione turistica eturbonews, incrociando il numero di visti emessi e i dati di Visit Britain, si può parlare di circa 170mila cancellazioni in Europa, di cui circa 20mila riguardano il Regno Unito. E in termini economici ciò si traduce in 340 milioni di euro di entrate perse, di cui 35 milioni in Uk.

IL PUNTO DI ASTOI. Per quanto riguarda l’Italia, si sono verificate cancellazioni e c’è stato un comprensibile calo di preventivi e di richieste per partenze e viaggi in Cina. E sull’emergenza è intervenuta anche Astoi con una nota.

“Parte dei tour operator appartenenti ad Astoi Confindustria Viaggi offrono nella propria programmazione turistica la Repubblica Popolare Cinese – si legge – Ogni tour operator Astoi che programma la destinazione si è da subito attivato per fornire assistenza alle agenzie di viaggi e ai clienti che hanno acquistato un pacchetto turistico per la Cina, colpita dall’emergenza sanitaria coronavirus”.

L’associazione è in contatto con l’Unità di Crisi della Farnesina e i tour operator associati si attengono agli avvisi pubblicati sul sito Viaggiare Sicuri; trattandosi di un fenomeno in continua evoluzione, si continua a monitorare la situazione tramite gli organi ufficiali, i corrispondenti e i rappresentanti locali. “I tour operator Astoi, a seconda del tipo di viaggio e della data di partenza, stanno gestendo le richieste dei clienti offrendo soluzioni a loro tutela – continua la nota – Ai clienti che avevano già effettuato prenotazioni per viaggi imminenti verso le aree interessate vengono proposte destinazioni alternative e, qualora si tratti di partenze future a medio/lungo termine, i clienti vengono invitati ad attendere l’evolversi della situazione. Al contrario di chi ha acquistato un viaggio attraverso canali diversi dal turismo organizzato, i clienti dei t.o., anche attraverso le agenzie di viaggi, stanno ricevendo tutta l’assistenza necessaria. Proprio in questi casi sono evidenti e tangibili le differenze circa il tipo di tutela offerta dai tour operator”.

LE CONSIDERAZIONI DI CONFTURISMO. Quadro ancora non chiaro e di costante monitoraggio in collaborazione con l’Ectaa per Confturismo, visto che si tratta di un evento significativo per il turismo italiano, seppure circoscritto. “I danni economici per il settore in Italia – spiega in una nota – saranno calcolabili in funzione della durata degli effetti dell’epidemia e del conseguente blocco dei flussi turistici cinesi. La situazione cambierebbe di molto in presenza di un quadro di riferimento diverso, quello di una vera e propria pandemia, vale a dire del rapido diffondersi del virus tra stati e continenti. Tornando al quadro attualmente registrabile, ci si concentra sui flussi turistici da e per la Cina e gli operatori coinvolti dell’intermediazione turistica, della ricettività, del trasporto aereo ecc., messi a confronto con un fatto del tutto imprevedibile, stanno gestendo da giorni i rapporti con clienti e fornitori individuando soluzioni atte a minimizzare i danni economici ed i disagi per i viaggiatori”.

Fonte = L’AGENZIA DI VIAGGI 29/01/20