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ADV TRAINING - DL Rilancio, le associazioni: "Morte annunciata"

ADV TRAINING - DL Rilancio, le associazioni: "Morte annunciata"

12 Maggio 2020

"Bisognerà attendere l’emanazione del decreto, ma se le intenzioni - che sono trapelate da alcuni ministeri e da alcuni quotidiani nazionali - sono quelle contenute nella bozza del DL  c.d “Rilancio”  si può affermare, senza timore di smentita, che non si è fatto nulla per salvare il turismo dal collasso e che si è dato un colpo di grazia, probabilmente terminale, ad un settore che rappresenta il 13% del PIL e il 15% degli occupati". Non usano mezzi termini le associazioni di categoria AIDIT, Astoi, Assoviaggi, FTO,  lo sbandierata piano di rilancio del settore sembra evaporato nelle bozze del decreto. 

"Servono finanziamenti a fondo perduto anche per le imprese turistiche con fatturati oltre i 5 milioni di euro, quindi il tetto dei 5 milioni va eliminato  - Sottolineano le associazioni - Come attualmente previsto nel decreto, la soglia inserita taglia fuori, di fatto, tutte le medie e grandi imprese turistiche italiane, in particolare esclude oltre il 99% dei Tour Operator, tutte le medio grandi aziende del business travel, dell'incoming, degli eventi. La misura va finanziata con almeno 2 miliardi di euro per essere realmente efficace e il periodo di riferimento del calo di fatturato previsto per il solo mese di aprile va allungato almeno per il periodo marzo-giugno, mesi in cui la filiera turistica ha realizzato ricavi prossimi allo zero. Inoltre, per le agenzie di viaggi, un contributo sul mese di aprile non rappresenta assolutamente un sostegno significativo e congruo alle reali necessità delle imprese, applicato tra l'altro senza distinguere il peso di organizzazione e intermediazione dei viaggi". 

Polemiche anche sulla cigd: "La cassa integrazione, come prevista nella bozza di DL non consente alle imprese di poterne usufruire quando effettivamente necessario e non può essere limitata a 5 settimane nei mesi di giugno, luglio e agosto; mesi che registreranno volumi di fatturato ancora bassissimi. Occorre lasciare alle stesse imprese la possibilità di modularne l’applicazione temporale in base alle effettive esigenze. Servono prestiti e mutui a 30 anni a tasso fisso minimo a fronte del mantenimento della forza lavoro".

Pollice verso anche sulla questione bonus definita più "un’operazione di marketing da parte del Governo che un vero aiuto alle persone e alle imprese e, peraltro,  non  è previsto che possa essere utilizzato anche attraverso il canale delle agenzie di viaggi e dei tour operator.  Occorre aumentare l’ISEE di riferimento  e rendere lo stesso direttamente incassabile dall’imprenditore. Non è immaginabile che le imprese che attendevano un aiuto sulla liquidità diventino invece finanziatrici dello Stato facendosi carico del 90% del valore del bonus come anticipo da portare in compensazione tributaria a fine anno".

 "Soprattutto - prosegue la nota - non è stato creato un vero fondo a sostegno dei mancati ricavi per le imprese turistiche. Si sarebbe potuto optare anche per una formula che concedesse  un credito d’imposta a fronte delle perdite registrate, come pure avevamo proposto, ma tutto è caduto nel vuoto.Senza un fondo a sostegno dei mancati ricavi, nonostante le rassicurazioni del Governo, nessun italiano andrà più in vacanza e nemmeno il famigerato “bonus” potrà essere utilizzato perché non ci saranno più agenzie di viaggi, tour operator e - da quanto apprendiamo dalle associazioni che rappresentano il comparto alberghiero -  anche molte strutture ricettive non riapriranno mai più".   

Una 'morta annunciata' la definiscono le associazioni di caegoria: "Questa volta il Turismo alza la voce e non si lascia mettere nell’angolo. Il Turismo merita un vero Ministero, che sia dotato di portafoglio, interamente dedicato al settore e non più condiviso con altri, che sia la cultura o l’agricoltura. Se la bozza del decreto  “c.d. Rilancio” verrà confermata tal quale, verrà sancita la fine di un settore che occupa milioni di lavoratori e che  fornisce un contributo decisivo all’economia nazionale. Immaginiamo quindi che qualcuno dovrà rendere conto di ciò alle migliaia di lavoratori e di famiglie che presto si troveranno senza reddito in conseguenza di una tale irresponsabile scelta".


Fonte = ADV TRAINING 12/05/20