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Rassegna stampa Astoi
ADV TRAINING - Astoi sui rimpatri: "Nullo l'apporto del Governo"

ADV TRAINING - Astoi sui rimpatri: "Nullo l'apporto del Governo"

16 Marzo 2020

Dura presa di posizioni di Astoi nei confronti del Governo in merito al tema dei rimpatri dei nostr connazionali in vacanza in piena emergenza coronavirus. Attraverso una lunga lettera i i Tour Operator aderenti ad ASTOI Confindustria Viaggi hanno evidenziato una situazione diventata ormai insostenibile: "Da oltre un mese - si legge - siamo in prima linea nella gestione e nell’organizzazione dei rimpatri dei nostri connazionali dall’estero, nell’assistenza agli italiani posti in quarantena nei diversi Paesi stranieri, nelle riprotezioni dovute a cancellazioni di voli. Sino ad oggi, ben 12.000 italiani sono stati riportati in Italia con l’invio di voli charter vuoti, per i quali si stima, solo fino a ieri, 14 marzo, che abbiano operato con 48 rotazioni e su 134 tratte aeree.  A questi si aggiungono altri 10.000 connazionali che sono stati gestiti attraverso riprotezioni su voli di linea. Sono moltissime le destinazioni estere che hanno adottato inizialmente misure restrittive, respingendo all’ingresso i cittadini italiani, spesso quando i clienti erano già partiti, che hanno sospeso i voli diretti da e per l’Italia o che stanno chiudendo le frontiere". 

"I tour Operator -prosegue la nota - si sono quindi fatti carico, sopportandone i costi correlati, della complessa ed imprevista gestione operativa ed organizzativa dovuta a: rimpatri anticipati dall’estero, eventuale permanenza aggiuntiva dei propri clienti in destinazione, riprotezione su nuovi voli.  Ci sono poi da considerare migliaia di cittadini italiani che si sono recati all’estero non rivolgendosi a Tour Operator, ma organizzando il viaggio autonomamente. Se per quelli che hanno prenotato tramite un Tour Operator è stata attivata dagli stessi un’assistenza tempestiva – gravata, comunque e come al solito, sulle singole aziende - per tutti gli altri italiani, che invece avevano prenotato in maniera autonoma, non è stato fornito alcun supporto, tanto che alcuni Tour Operator, sia per etica che per serietà professionale, quando possibile, hanno fatto rientrare anche alcuni di questi connazionali. Evidenziamo che le situazioni più gravi si stanno per determinare soprattutto agli antipodi, in Australia e nelle Americhe, dove ci sono migliaia di Italiani tra Brasile, Argentina, Cile, Ecuador e Messico, che rischiano di rimanere isolati per lungo tempo dall’altra parte dell’Oceano".

E qui parte l'attacco alle istituzioni: "Il supporto dato dalla maggior parte delle Ambasciate e dai Consolati è stato praticamente nullo; è possibile affermare senza timore di smentita che il network diplomatico si è dimostrato impreparato, distante e certamente di poco aiuto. Auspichiamo che il Governo adotti immediatamente un piano per la gestione del rientro dei nostri connazionali rimasti ancora bloccati nelle diverse destinazioni, anche per mezzo di voli speciali, in accordo con le compagnie aeree. Nonostante le affermazioni rilasciate dal Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio che, in un post sui propri canali social, sostiene che “MAE e Farnesina sono riusciti “già a risolvere molte situazioni”, si evidenzia, al contrario, l’assenza e l’inefficacia del Ministero". 

Nulla anche la richiesta di "un tavolo di coordinamento permanente con la Farnesina, per mettere a fattore comune informazioni utili e per svolgere un raccordo efficace tra Tour Operator e istituzioni".  

Uno sforzo, quello messo in campo da Astoi che non può non essere supportato dal Governo in tema di manovra finanziaria: "Le aziende rischiano di trovarsi sole a fare il conto dei danni che l’emergenza ha generato; costi che saranno certamente pari a molte decine di milioni di euro e che questa volta il sistema non sarà in grado di sostenere, se non verrà supportato da interventi strutturali.Il rischio è quindi il collasso delle aziende del comparto del turismo organizzato che conta oltre 12.000 imprese e dà occupazione a più di 50.000 addetti. ASTOI Confindustria Viaggi chiede, quindi, che tali costi – ancora in fase di quantificazione - vengano considerati nelle misure economiche straordinarie ed urgenti che il Governo sta adottando in questi giorni".

Fonte ADV TRAINING 16/03/20