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La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
ADV TRAINING - Astoi: "Costi di rimpatrio a spese del Governo"

ADV TRAINING - Astoi: "Costi di rimpatrio a spese del Governo"

02 Marzo 2020

"I Tour Operator italiani, già gravati dagli ingenti danni economici generati dell’emergenza Coronavirus, non possono farsi carico anche dei costi di rimpatrio dei clienti nelle destinazioni dove sono state applicate misure restrittive e di respingimento nei confronti degli italiani". E' quanto scrive Astoi un una nota che prosegue: "Praticamente quasi tutte le principali destinazioni turistiche per il mercato italiano dell’outgoing hanno adottato misure restrittive respingendo all’ingresso i cittadini italiani, a volte in modo schizofrenico e senza che fosse attivata da parte del nostro Governo una rete diplomatica di coordinamento, di puntuale informazione verso gli stessi Paesi e di gestione delle conseguenze causate a turisti e a operatori italiani". "In questi giorni i Tour Operator ASTOI Confindustria Viaggi, l’associazione che riunisce il 90% del mercato del tour operating italiano, stanno inviando ed invieranno nelle destinazioni chiuse aeromobili vuoti per riportare in Italia i propri connazionali. Si tratta di migliaia di passeggeri. E’ già successo in Repubblica Dominicana, dove lo scorso fine settimana, i Tour Operator ASTOI hanno fatto partire dall'Italia aerei intercontinentali vuoti per riportare indietro migliaia di turisti italiani; lo stesso accadrà la prossima settimana per altre mete che stanno impedendo l’ingresso agli italiani. Si tratta di operazioni dai costi molto elevati; ASTOI Confindustria Viaggi, chiede che tali costi vengano considerati nelle misure economiche straordinarie ed urgenti che il Governo sta adottando in questi giorni. Oggi, a fronte della chiusura di quasi tutte le principali destinazioni turistiche, i to  non sono in grado di proporre destinazioni alternative al fine di garantire la continuità aziendale, poiché di fatto nessuna meta è più fruibile, e si trovano a sopportare anche costi emergenziali che non dovrebbero ricadere sulle spalle di aziende private.Tutti i professionisti del settore si stanno prodigando per risolvere gli enormi problemi in essere. Le aziende, oggi assorbite dalle questioni operative, hanno il timore di trovarsi nuovamente sole, come in passato, a fare il conto dei danni che l’emergenza ha generato; costi che saranno certamente pari a diverse decine di milioni di euro e che questa vota il sistema non sarà in grado di sostenere, se non verrà supportato da interventi strutturali. Il rischio è quindi il collasso delle aziende del comparto del turismo organizzato che conta oltre 12.000 imprese e dà occupazione a oltre 50.000 addetti. La crisi che l’emergenza coronavirus ha generato al sistema turistico italiano necessita di un vero e proprio piano Marshall".  

Fonte = ADVTRAINING 02/03/20