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Rassegna stampa Astoi
Valore Export - Le sfide dei tour operator italiani

Valore Export - Le sfide dei tour operator italiani

25 Ottobre 2014


Maggiore attenzione alle esigenze delle imprese dell organizzazione e intermediazione turistica. La invoca il presidente di Astoi Luca Battifora

Tiene il mercato dei tour operator in Italia. «Assistiamo ad un lieve calo dei viaggiatori, compensato però da un incremento del prezzo medio del pacchetto di viaggio pari al 4 per cento», spiega Luca Battifora, presidente di Astoi (Associazione tour operator italiani) di Confindustria, commentando i più recenti dati diffusi da Gfk sull estate 2014. «Il mercato non cresce  prosegue Battifora  ma si spostano i numeri e ciò a causa di una politica di gestione oculata dei rischi d impresa da parte degli operatori ».

Qual è il bilancio che può trarre dell estate 2014 e quali sono state le mete privilegiate in Italia e all estero?

«L estate alle spalle ha avuto un andamento altalenante ma, a conti fatti, buono. Registriamo una performance positiva dell Italia con le sue coste e le sue isole, Sardegna in primis, e del Mediterraneo con Spagna, Grecia, Tunisia; il Mar Rosso sta progressivamente recuperando. Gli italiani confermano anche il proprio amore intramontabile per gli Usa, gli Emirati Arabi e, per quanto riguarda le destinazioni balneari, i Caraibi e l Oceano Indiano».

È stato eletto a maggio alla presidenza di Astoi. Quali sono le priorità per i tour operator italiani?

«Le sfide sono molteplici e si combinano alle opportunità. Basti pensare alla rivoluzione tecnologica che incide così profondamente sul mondo dei viaggi, con i social network sempre più orientati al marketing. Il sistema aziendale dei viaggi organizzati è costituito in Italia da un totale di circa 11mila imprese che occupano più di 40 mila addetti. In questi ultimi due anni, durante i quali abbiamo visto alternarsi tre diversi ministri del turismo, abbiamo svolto un intensa attività di lobbying evidenziando ripetutamente ai nostri interlocutori istituzionali le numerose criticità bisognose di un correttivo. La sensazione avvertita è che non ci sia alcuna consapevolezza delle caratteristiche del comparto da noi rappresentato; eppure tour operator e agenzie di viaggi sono aziende italiane che generano posti di lavoro, che pagano le tasse in Italia (a differenza di alcuni big player dell on line), che hanno bisogni specifici e necessitano di risposte altrettanto specifiche. La nostra priorità è dare voce alle urgenti istanze di questo comparto»

Come l Associazione sta affrontando con la Farnesina la questione della sicurezza dei viaggi verso le mete a rischio?

«La nostra Associazione dialoga costantemente con i più alti rappresentanti del ministero degli Affari esteri e con l Unità di crisi della Farnesina. Il lungo e costruttivo dialogo in atto ha prodotto considerazioni condivise in merito alla necessità di ridisegnare modi e interpretazioni delle informazioni fornite dalla Farnesina, con l unico obiettivo di assicurare trasparenza ai consumatori e sostenibilità operativa alle aziende della filiera (agenzie di viaggi, tour operator, vettori charter)».

Cosa non va oggi?

«Sono troppe le differenze non solo tra Paese e Paese, ma anche all interno di una stessa destinazione in diversi momenti storici, per poter classificare livelli di rischio standard univoci e trarre da questi comportamenti operativi omogenei per il settore. Da qui la decisione, presa da Astoi in accordo con l Unità di crisi, di avviare un percorso di dialogo volto a ricercare gli strumenti idonei per gestire in modo più funzionale le criticità generate dalla rapida trasformazione dei criteri di rischio, che sempre più dinamicamente interessano le destinazioni turistiche».

Come si può migliorare la promozione della destinazione Italia?

«È innegabile che l Italia sia uno tra i bran