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Usa, l agenzia rimonta

Usa, l agenzia rimonta

02 Ottobre 2014

Se ci vuole l esperto

«Online si prenota un volo o un hotel, ma se vuoi andare in Indonesia devi parlarne con un esperto. Il lavoro è aumentato molto qui da noi», ha commentato con l Asta Jay Johnson, titolare della californiana Coastline Travel Advisors. Pochi giorni fa anche ARC (Airlines Reporting Company) ha fatto sapere che il fatturato delle agenzie USA in biglietteria aerea è aumentato del 4.68% nei primi otto mesi di quest anno, per un totale di 63.1 miliardi di dollari contro 60.3 nei primo otto mesi del 2013.

Un altro modello di business

La tendenza positiva arriva dopo almeno quattro anni di incertezza e di crisi economica, durante i quali circa il 20% delle agenzie americane ha cambiato modello di business: lasciati gli uffici su strada, gli agenti homebased sono aumentati del 60%, perché la tecnologia facilita il telelavoro, e la normativa Usa sostiene questo tipo di piccola imprenditoria. Tre mesi fa l Asta certificava circa 105mila agenti individuali a tempo pieno. E tuttavia, pur in declino, il format dell agenzia tradizionale, su strada e con più dipendenti, resiste con il 38% dei punti vendita, contro il 35% degli homebased. Ma la formula che cresce più in fretta è ibrida, ossia il mix dei due sistemi: l agenzia su strada con i suoi account homebased, ora con punti vendita triplicati rispetto al passato, attrezzati anche di mobile per lavorare ovunque, anche con l estero, e a qualsiasi ora.

L online è  maturo

Il segnale va di pari passo con le stime e le previsioni di PhoCusWright che nel 2012 stimava le vendite di turismo online negli Usa al 39% del totale, per salire al 40% nel 2013, annunciando l imminente maturità del segmento: ancora in crescita ma molto più lenta che negli ultimi dieci anni. Così si spiega anche l espansione delle grandi olta, da Priceline a Expedia, in Europa, in Asia e in America Latina, in cerca di nuovi mercati.

Al lusso piace esperto

Conferma la tendenza positiva per le agenzie anche l ultima analisi di MMGY Global, da cui risulta che il cliente che può spendere di più, quello dei viaggi lunghi da 5 stelle in su, chiede le certezze che solo il suo agente di viaggi tradizionale può garantirgli: negli Usa si parla del 29% dei consumatori con reddito oltre i 250mila dollari, e del 21% di quelli che superano i 125mila. E il dato è in progresso, confronto al 17% e al 24%, rispettivamente, dell anno scorso: si tratta di un ritorno, di una riscoperta della consulenza professionale.

E anche ai Millennial

Ma non di soli ricchi si parla: l analisi demografica conferma che anche il 28% dei Millennial  per definizione i nati tra gli anni  80 e il 2000  compra viaggi e vacanze in agenzia. Tutti tra l altro si dicono decisi a servirsi di nuovo dell agenzia entro i prossimi due anni, in percentuali anche superiori, tra il 16 e il 30%: anche qui si vede la rimonta. E quasi l 80% dei Millennials spiega la scelta con il fatto che «un agente esperto è molto più bravo di noi per trovare la migliore soluzione».

Il caso Spirit

Infine che un agente di viaggi sia spesso determinante lo ricorda di nuovo l Asta, cogliendo l occasione offerta da Spirit Airlines:  Prima per i profitti, ultima per il servizio , titolano ultimamente i giornali negli Usa. Del tutto indifferente alle recensioni negative che riceve, il vettore cresce a due cifre mentre continua a chiedere le sue tariffe ultra low cost, fino al 40% sotto la media di mercato anche sulla sua vasta rete domestica. Ma olta e motori metasearch segnalano solo le tariffe ai loro utenti, che così spesso si imbarcano senza sapere cosa hanno comprato. Perché poi sui voli Spirit sono gratuiti solo la poltrona  71 centimetri tra le file  e l uso della toilette. Tutto il resto si paga: la carta d imbarco stampata 10 dollari, una bottiglietta d acqua tre dollari, il bagaglio a mano in cabina 35 dollari. E spesso il servizio è tanto scarno da fare notizia. Così quest estate, mentre scoppiavano risse sugli aerei per le poltrone reclinabili, la pubblicità di Spirit rassicurava:  Da noi le poltrone non si reclinano . Magari  come hanno suggerito alcuni media  basterebbe saperlo prima, correttamente informati da un vero adv. - Fonte: L'Agenzia di Viaggi sito web (di Marina Firrao)