Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
Turismo&Attualità - Alberghi italiani in rottamazione?

Turismo&Attualità - Alberghi italiani in rottamazione?

12 Novembre 2012


Usa parole forti il ministro del turismo Gnudi illustrando alcune delle linee di azione contenute nel Piano Strategico del Turismo che sarà svelato in toto ai primi del 2013. Per cominciare, focus sugli alberghi italiani, l'ossatura del turismo di un paese, definiti "troppi", "vecchi" e "piccoli" quindi "da rottamare". Un giudizio che ha trovato condivisioni e perplessità presso le associazioni di categoria. "Non c'è dubbio  afferma Giorgio Palmucci, presidente Associazione Italiana Confindustria Alberghi che, considerata la necessità di aprirsi a nuovi mercati ed a una clientela sempre più esigente, tutto quello che può facilitare una riqualificazione dell'offerta è sicuramente positivo. In un quadro di oltre 33.000 strutture alberghiere, con un sistema di classificazione disomogeneo che contribuisce a determinare standard diversi e spesso lontani dalle esigenze del mercato, non possiamo non concordare sugli obiettivi posti dal ministro. Attendiamo però di vedere nel merito quali siano le modalità previste per poterci esprimere sul Piano". "Condividiamo appieno quanto il ministro Gnudi va da giorni sostenendo in materia di 'rottamazione' degli hotel - interviene il presidente Federalberghi Bernabò Bocca. "Nella nostra proposta politica contenuta all'interno del documento diffuso un mese or sono: "Il Turismo lavora per l'Italia", l'argomento è già ampiamente trattato. Riteniamo infatti che tale 'rottamazione' possa avvenire incentivando con crediti d'imposta e premi di volumetria la riqualificazione delle strutture, semplificando il cambio di destinazione d'uso per accelerare l'uscita dal mercato di aziende non remunerative, applicando un unico sistema di classificazione valido per tutta l'Europa, consentendo agli alberghi di offrire nuovi servizi, tutelando consumatori ed imprese e contrastando l'abusivismo, salvaguardando le imprese titolari di concessioni demaniali, semplificando gli oneri amministrativi a carico delle imprese. Quindi ben vengano misure in materia, da troppi anni da noi invocate e mai prese in considerazione". Condivisione piena da parte di Astoi Confindustria Viaggi. "Gli alberghi italiani - afferma Nardo Filippetti, presidente Astoi - sono per la maggior parte da ristrutturare e da adeguare alla domanda: risultano ormai fuori mercato e, rispetto alle strutture di altri Paesi, pagano dazio in termini di dimensioni, servizi (si pensi solo a quelli legati alla tecnologia) e di qualità (stabili non ristrutturati, arredi datati). Questo accade soprattutto sulle destinazioni balneari, ovvero quelle che generano i numeri maggiori in termini di presenze e che hanno la stagionalità più breve e per questo è più difficile ammortizzare gli investimenti. Per queste ragioni perdiamo nel confronto con la proposta alberghiera delle altre nazioni e, per gli stessi motivi, i tour operator hanno grosse difficoltà nel proporre e vendere le strutture presenti sul territorio nazionale tanto agli italiani quanto agli stranieri. Di qui l'andamento negativo del prodotto Mare Italia, che non dipende solo dalla delicata congiuntura attuale. Ben venga, dunque - insiste Filippetti - ogni azione, agevolazione e proposta dedicata alla 'rottamazione', ristrutturazione ed ammodernamento delle strutture ricettive italiane". Voce fuori del coro quella di Claudio Albonetti, presidente Assoturismo Confesercenti, che esprime perplessità e difende la specificità dei piccoli alberghi italiani. "Siamo perplessi  afferma - perché la rete dei piccoli alberghi è funzionale all'Italia ma anche perché è il mercato a decidere il successo o l'insuccesso di un'attività imprenditoriale. Meglio ragionare sulla qualità e non sulle dimensioni. Sulla qualità il ministro sfonda una porta aperta: siamo più che disponibili a lavorare sul tema, ma non si possono costruire giganti della ricezione in ogni angolo d'Italia: sarebbe un grave danno per il nostro splendido Paese". Il dibattito è aperto. - di Ester Ippolito