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Rassegna stampa Astoi
Turismo Italia News - CRISI: Appello del presidente di Astoi Confindustria al governo

Turismo Italia News - CRISI: Appello del presidente di Astoi Confindustria al governo

28 Dicembre 2011

E un modo difficile per le imprese italiane che lavorano nel comparto del turismo. Difficile e persino complesso, perché non c è solo la crisi da fronteggiare, ma persino gli scenari agitati in quelle che sono mete tradizionali dei vacanzieri. Un quadro di incertezza e di instabilità che costringe le imprese turistiche a grandi sforzi di razionalizzazione e taglio di costi per garantirsi un futuro.

L analisi arriva del presidente di Astoi Confindustria Viaggi, Roberto Corbella, che si rivela essere poi un vero e proprio appello di fine anno al governo Monti.

"La situazione economica generale è definita dagli esperti  stagnante o  recessiva  sottolinea Corbella - le banche hanno chiuso i cordoni della borsa dichiarando di non avere più liquidità. Le rivoluzioni politiche che hanno segnato la caduta di più di un regime, mentre altri probabilmente seguiranno a breve, hanno travolto tutti i riferimenti consolidati ed aperto il fronte a nuovi scenari, ancora tutti da definire. In questo contesto  sottolinea il numero uno di Astoi Confindustria - tutte le aziende sono in una situazione di grave difficoltà, e quelle turistiche non solo non fanno eccezione, ma anzi sono le prime e le più colpite da questo stato di incertezza e di instabilità che le costringe a grandi sforzi di razionalizzazione e taglio di costi per garantirsi un futuro".

Corbella mette l accento sul fatto che in questi ultimi anni molti protagonisti del settore sono scomparsi ed altri hanno unito le loro forze per affrontare con maggiore efficacia le difficoltà che si profilano all orizzonte: "Mai lo Stato è intervenuto ed anzi deve ancora rifondere quei passeggeri che ormai due anni fa sono stati vittime del fallimento di un operatore e si sono rivolti al Fondo di garanzia istituito presso il Dipartimento del Turismo, come previsto dall allora Codice del Consumo ed oggi dal Codice del Turismo".

"In questi ultimi mesi  aggiunge il presidente di Astoi Confindustria Viaggi - si sente parlare ripetutamente di possibili interventi dello Stato per ridare vita alla Valtur, attraverso prestiti ponte e partecipazioni di capitale da parte di realtà statali o parastatali. Tali ipotetici interventi vengono giustificati attraverso motivazioni legate alla salvaguardia dei posti di lavoro ed alla conservazione di uno storico marchio. Il compito dei commissari di Valtur, nominati nella logica di una  legge Marzano applicata forse con un eccessiva elasticità, è sicuramente, innanzitutto, quello di verificare la possibilità di cedere l azienda, in tutto o in parte, ad investitori privati, garantendone la continuità. I mesi trascorsi dovrebbero essere serviti, dunque, a verificare la concreta possibilità di trovare veri acquirenti interessati, anche perché la stagione estiva è alle porte. Se questo è avvenuto, bene e i migliori auguri di successo all'imprenditore che affronterà questa sfida. Qualora, però, i commissari non avessero trovato un vero acquirente, si astengano dall'inventare soluzioni nelle quali lo Stato, direttamente o indirettamente, si assume rischi d'impresa e si mette a fare l'operatore turistico. Lo ha già fatto in passato, con un enorme spreco di denaro pubblico e senza peraltro riuscirci, in occasione del tentativo di salvataggio di imprese quali la Cit. La Valtur è addirittura già stata impresa partecipata pubblica e lo Stato ha continuato a fare da garante anche dopo aver terminato il suo ruolo di azionista (chissà perché...).

Ad un Governo di professori e di esperti di antitrust, non possono sfuggire le conseguenze perverse che aiuti di Stato, nei confronti di una singola azienda, possono causare a tutto il settore  commenta Corbella - un aspetto sicuramente importante è invece quello di aiutare i lavoratori coinvolti in questa vicenda a trovare una valida collocazion