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Rassegna stampa Astoi
Turismo & Attualità - Turismo, 'un dovere' per il nuovo governo

Turismo & Attualità - Turismo, 'un dovere' per il nuovo governo

13 Maggio 2013

All'inizio è stato uno choc! Ma non per la nomina di Massimo Bray a ministro e non per l'abbinamento cultura turismo, del resto siamo abituati a vedere viaggiare il turismo da una location all'altra nella realtà e nella fantasia... Uno choc perché, in un primo momento in alcuni telegiornali che snocciolavano ministri e ministeri e in ragguardevoli quotidiani che facevano altrettanto, il turismo non veniva assolutamente nominato né abbinato al dicastero della cultura. Dimenticanza, marginalità di un settore messo lì all'ultimo tanto per dargli una casella?

Il dubbio è sempre legittimo, dopo tante frustrazioni del comparto esattamente proporzionali alle belle parole che il settore stimola, dal petrolio dell'Italia alla chiave di rilancio, e ai numeri veri che di fatto produce. Ultimi dati messi nero su bianco dal Piano Strategico Nazionale: il contributo del turismo al prodotto lordo italiano ammonta a 130 miliardi di euro, pari al 9% della produzione nazionale con 2,2 milioni di persone occupate. Superato lo choc e rintracciata la casella del turismo in abbinamento ai Beni Culturali, adesso non resta che aspettare e augurarsi il meglio ma cominciare fin da subito a far capire che il turismo non è la succursale di un altro ministero. Sempre nel Piano, dove in realtà si indicava un Ministero del Turismo con portafoglio in coordinamento con quello dei Beni Culturali, si parla di una task force per l'implementazione del piano strategico alle dirette dipendenze del Ministro e l'avvio del processo di revisione del Titolo V. Un piano fatto proprio, tranne qualche sfumatura relativa alla Governance (Ministro del Turismo nell'orbita dello Sviluppo Economico), dal Partito Democratico che nella sua Conferenza Nazionale sul turismo di fine gennaio ha dichiarato, per bocca del responsabile turismo Armando Cirillo, di voler dare "un posto d'onore al turismo nel prossimo Governo"

L'assunzione di un impegno, dunque. Valido, vitale, stimolante l'abbinamento alla cultura, che non è poi così nuovo come si vuole far credere. In una forma diversa, nel 2006 quando Francesco Rutelli era a capo del Ministero dei Beni Culturali, in qualità di vicepremier aveva la delega del turismo. Detto questo, Massimo Bray potrebbe avere l'entusiasmo e le qualità giuste per affrontare le tante necessità, emergenze e questioni irrisolte di questo comparto che, in quanto a criticità ben si accompagna al nostro patrimonio culturale, tanto e trascurato. Un lavoro enorme attende quindi il neo ministro, salentino doc, neo onorevole nelle fila del PD, laureato in lettere filosofia, direttore editoriale della Enciclopedia Treccani, anima de "La Notte della Taranta", il festival internazionale della musica popolare teso a recuperare la musica salentina ed il ritmo della pizzica contaminando il sound con altri linguaggi musicali in un laboratorio all'aria aperta che si accende ogni anno a fine agosto nei comuni greco salentini per culminare nel concertone finale di Melpignano, attirando nel Salento flussi turistici incredibili e facendo salire alla ribalta internazionale questo territorio. Un merito che potrebbe rivelarsi strategico.

Intanto tutti in fila per incontrare il neo ministro, per fare richieste e attendere non solo buone parole. Insieme agli auguri di prammatica, la Fiavet è già pronta con una serie di richieste a favore della categoria; Astoi Confindustria Viaggi invita il neo ministro a ripartire dal Piano Strategico Nazionale voluto dal suo predecessore; Federcongressi non vede l'or