Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
TTGItalia - Stagionalità più lunga: sarà una corsa a ostacoli

TTGItalia - Stagionalità più lunga: sarà una corsa a ostacoli

12 Febbraio 2018
Dentro la notizia

I tour operator nazionali mettono in moto la macchina per aumentare i giorni di apertura

A volerla vedere nella maniera più diretta, il problema principale, l'ostacolo vero da superare per l'allungamento della stagionalità è quello del cambio di mentalità. La mentalità che associa il mare al sole e al caldo e quindi al passaggio dal villaggio/resort/hotel alla spiaggia e viceversa; e quindi se non è luglio, agosto e, al massimo, settembre non c'è verso di convincere il turista a farsi una vacanza al mare. Può sembrare un muro invalicabile, tutto questo, ma un lavoro attento e continuo da parte del mercato potrebbe riuscire ad abbatterlo. Poi ci sono anche questioni congenite legate a tutto il sistema Italia: il calendario scolastico, imputato numero uno; e poi quello aziendale, strettamente collegato al precedente; in alcuni casi la mancata collaborazione del territorio, con servizi e attività di svago che magicamente chiudono per fine ferie impedendo agli operatori di proporre quel qualcosa in più per rendere i pacchetti maggiormente appetibili; infine le strutture ricettive stesse, spesso restie a aumentare i giorni di apertura. Superare questo di muro, invece, oggi sembra praticamente impossibile.
 
Il quadro della situazione
 
Benvenuti in Italia, nell'Italia dei tour operator che provano in tutti i modi a fare quello che nel resto d'Europa riesce da anni e senza problemi: portare la stagionalità estiva legata al prodotto mare a 160-170 giorni contro gli attuali 110-120. Senza dimenticare che negli ultimi due anni sono stati già fatti passi da gigante.
 
"Ci sono aree della Sicilia e della Sardegna - sottolinea il direttore commerciale di Veratour Massimo Broccoli - che avrebbero potenzialità per stare aperte per ferie fino a 10 mesi all'anno. Peccato però che come punto di partenza ci sia l'assenza dei voli...".
 
"Il vero ostacolo è il sistema Italia - gli fa eco Massimo Diana , direttore commerciale di Ota Viaggi -, mi viene istintivo rispondere subito così. Il nostro Paese continua a prevedere un sistema scolastico che non agevola una pianificazione ferie diversa da quella che abbiamo avuto fino a oggi". Calendario scolastico imputato principale, quindi, un tema che trova tutti concordi e sul quale una vera e propria riforma viene vista come un vero e proprio miraggio dagli attori del mercato, visto che una soluzione dovrebbe arrivare da decisioni governative che hanno implicazione anche extraturistiche.
 
Il 'rischio' dei servizi
 
Giorgio Lotti , direttore commerciale di Futura Vacanze , punta poi il dito su altri meccanismi che di certo non favoriscono i tentativi di approcciare il prodotto in maniera differente. "Se prendiamo ad esempio il mese di giugno ci troviamo spesso con una qualità e quantità dei servizi negli alberghi abbassata rispetto ai mesi di punta". Un rischio per gli operatori, che possono così trovarsi di fronte a complaint da parte dei clienti e quindi immediato passaparola negativo. "Se io porto i turisti, italiani o stranieri, e poi si trovano negozi e bar chiusi nei dintorni - prosegue Lotti -, avrò un effetto boomerang".
 
Frammentazione
 
Sempre in tema di strutture alberghiere, Luca Battifora , direttore distribuzione e sviluppo di Eden Travel Group , punta il dito sulla "tanta frammentazione e quindi dispersione nel settore alberghiero nostrano, fatto di piccoli proprietari che spesso non hanno interesse a politiche di lungo periodo. Tutto questo non agevola il quadro".
 
Una questione italiana
 
"Una delle cause principali - sposta l'obiettivo Federico Gallo , direttore prodotto di Settemari - è il modo di intendere e usufruire la vacanza, che si discosta molto dal comportamento dei viaggiatori di altre nazionalità. In altri mercati invece le mete mare sono vissute come opportunità di mero relax, magari con un buon libro e un cocktail da assaporare sul balcone della propria camera". Ma c'è di più, ed è un aspetto prettamente italiano che si trasforma in problema per chi, come i tour operator, offrono pacchetti con il soggiorno. Offrire il mare Italia agli italiani fuori stagione può diventare anacronistico se si considera che "la nostra è una destinazione balneare dove, nel bene o nel male - sottolinea l'amministratore delegato di Nicolaus Roberto Pagliara -, esiste la possibilità di trovare un angolo di mare o di costa non lontano da casa". Tra seconde case, soggiorni da amici e parenti oppure mordi e fuggi, questo aspetto erode quote di mercato che, in alcune aree della Penisola, diventano consistenti.
 
Le contromosse
 
Individuati i nemici da combattere, i big player non tirano i remi in barca. Pur consapevoli che nell'immediato futuro oltre certi limiti non si potrà andare. "Stiamo cercando di arrivare almeno a 19-20 settimane di apertura, contro le attuali 17 - sottolinea Pagliara -. Per fare ciò occorre lavorare di segmentazione fine, sia sul mercato Italia, sia in alcuni bacini europei. Bisogna soddisfare e intercettare diversi segmenti di clientela, avere un'offerta variegata di prodotti e puntare in maniera decisa verso la fedeltà per il prodotto".
 
Segmenti nel mirino
 
Per riuscire a ottenere risultati tangibili, come quelli che molti operatori hanno già potuto sperimentare lo scorso anno, complice anche un clima che si è mantenuto mite fino a inizio novembre, sono tre i target a cui è necessario rivolgersi con politiche mirate. "Le spalle di stagione possono essere coperte solo dal segmento gruppi - è la convinzione di Pier Ezhaya , direttore tour operating del Gruppo Alpitour -, perché gli individuali sono soggetti ai calendari scolastici e finché non varieranno, non è lecito aspettarsi un cambio di tendenza".
 
Più orientato sul segmento mice I Grandi Viaggi , per il quale, però, l'allungamento della stagione non rappresenta un'ossessione come nel caso dei competitor. "Il target di riferimento dei nostri villaggi è quello delle famiglie - evidenzia il chief operating officer Gianluca Resmini - e quindi oltre un certo periodo non possiamo andare. Inoltre preferiamo non guardare ai gruppi perché il rischio è di dovere scendere sui prezzi, cosa che noi non vogliamo fare". Meglio piuttosto lavorare sul comparto mice, con l'incentive. "Le aziende in questo caso sono sì attente al prezzo, ma soprattutto al prodotto. E garantiscono buoni riempimenti di un certo livello quando la domanda è meno forte".
 
Un percorso seguito anche da Veratour, che si è strutturata internamente con una divisione ad hoc: "Collaboriamo con molti partner per favorire le partenze di spalla - sottolinea Massimo Broccoli - dove fondamentale è anche il pubblico della terza età, che solitamente ha anche meno problemi di carattere economico".
 
Target, quest'ultimo, a cui guarda con molta attenzione anche Futura Vacanze, che mette in campo servizi e tariffe dedicate. E poi c'è l'incoming, a cui guardano praticamente tutti gli attori in campo, con accordi specifici. Un pubblico determinante per coprire maggio e giugno da una parte e settembre e ottobre dall'altra.
 
"Ci muoviamo con attenzione su tanti mercati - sottolinea Pagliara -, studiamo e osserviamo le richieste e i flussi turistici per scegliere con attenzione tutte le possibilità che ci vengono prospettate".
 
Pricing e advance
 
Ma per supportare tutti questi progetti e riuscire ad ampliare la stagione rendendo stabili le aperture da maggio sino a fine ottobre fondamentale restano le armi del pricing e delle strategie commerciali, al fine di garantire alle strutture un tasso di riempimento minimo per garantire la marginalità o almeno i volumi. "La politica di advance booking di Ota,iniziata ormai da più di tre anni - sottolinea Massimo Diana continua per il 2018 a essere confermata e ampliata. Gli ottimi risultati delle ultime due stagioni estive ci hanno portato a nuove formule sempre più convenienti per il cliente finale, specialmente con i pacchetti famiglia 2+2". In Settemari "stiamo puntando su un pricing aggressivo per individuali e gruppi - aggiunge Gallo -. Le nostre quote più favorevoli sono disponibili tutto l'anno perché non facciamo uso di serbatoi e il nostro prenota prima non ha scadenze legate all'alta stagione". Le formule più battute restano comunqe quelle delle scontistiche progressive in base all'anticipo della prenotazione (90, 60 e 30 giorni il modello più gettonato), ma non manca chi decide di applicare tariffe ad hoc solo per i mesi di spalla, con prezzi anche dimezzati rispetto ai periodi di punta.
 
La battaglia è appena iniziata. Lino Vuotto Sicilia e Sardegna da una parte e Puglia e Calabria dall'altra sono le regioni dove si concentrerà lo sforzo dei tour operator per portere avanti il discorso dell'allungamento della stagionalità oltre i mesi tradizionali. Tutte aree, queste, dove il clima favorevole può essere d'aiuto per supportare lo sforzo degli operatori della Penisola
 
La proposta di Astoi
 
Nuovo calendario scolastico "Per destagionalizzare bisognerebbe mettere mano al calendario scolastico". A parlare della necessità di rivisitare i tempi delle vacanze per rilanciare l'industria dei viaggi è stato il presidente di Astoi, Nardo Filippetti, intervenendo al convegno 'Come rendere strutturale il turismo italiano' promosso a Roma dall'Osservatorio Parlamentare per il Turismo.
 
"Mi dite quale imprenditore puó oggi affrontare investimenti se la stagionalità si limita solo a due, massimo tre mesi? Al di là dei supporti economici dello Stato, con i business plan attuali - sostiene Filippetti - è difficile farlo e le banche non aiutano". Astoi si è fatta anche promotrice di una proposta di modifica dei calendari scolastici in Parlamento. - di Lino Vuotto
  • TTGItalia_12.2.2018_pagg. 2-3
    0.15 Mb