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TTG Italia - Il Ventaglio esce di scena

TTG Italia - Il Ventaglio esce di scena

27 Luglio 2010

Il Ventaglio esce di scena. La sentenza di fallimento del Tribunale di Milano chiude definitivamente la storia del tour operator fondato nel 1976 da Bruno Colombo e diventato, nel corso degli anni, il numero due del settore. La vicenda giudiziaria archivia la lunga serie di tentativi di salvataggio, dagli aumenti di capitale fino alla costituzione di una newco. A determinare la decisione del giudice è stato il buco da 200 milioni, 9 dei quali riconducibili a debiti nei confronti di Unicredit. Ora tutto passa nelle mani di Giuseppe Verna, prima commissiario giudiziale e poi curatore fallimentare insieme ad Alberto Redighieri Baroni e Vito Potenza.

Il destino di Columbus La sentenza, per ora, riguarda solo I Viaggi del Ventaglio, ovvero una delle quattro ocietà che avevano presentato domanda per il concordato preventivo. Ma i destini sono legati a doppio filo,ed è probabile che la decisione del Tribunale trascini nel baratro anche VentaClub, Ventaglio Resorts eColumbus. Per quanto riguarda la società con sede a Genova, infatti, "uno dei presupposti della domanda di concordato è l'ammissione alla procedura di concordato preventivo con ristrutturazione de I Viaggi delVentaglio Spa e il suo ritorno alla quotazione in Borsa", spiega il commissario giudiziale FrancescoZanchetta. E anche per le altre due società del Gruppo il fallimento non dovrebbe essere lontano. Di fatto, le possibili vie d'uscita per il Ventaglio si chiudono qui. Dal punto di vista tecnico, per I Viaggi del Ventaglio sarebbe possibile ricorrere in appello, ma gli addetti ai lavori escludono che il t.o. intraprenda questa strada. In ogni caso, l'avvio del ricorso non bloccherebbe l'iter del fallimento. Ora, per il Ventaglio non resta che attendere il 19 gennaio 2011, ovvero la data fissata dal Tribunale per l'esame dello stato passivo. Le reazionidel settore Il fallimento del Ventaglio riapre il dibattito del fondo di garanzia. Tra le prime reazioni, quella della Farnesina.

A pochi giorni dalla notizia, il Ministro degli Esteri Franco Frattini, infatti, rilancia la proposta di un versamento di 50 centesimi a viaggiatore, da pagare al momento dell'acquisto del pacchetto. Ma la polemica divampa anche su altri fronti, con uno scontro a distanza tra Codacons e Astoi. I consumatori chiamano in causa l'associazione confindustriale affermando che "sulla base del decalogo pubblicato sul suo sito dovevaavvertire i consumatori e impedire che una società decotta proseguisse nella vendita dei pacchetti turistici". Il Codacons, inoltre, annuncia di voler avviare un'azione per danni nei confronti dell'associazione dei tour operator, accusandola di "non aver avvertito del rischio che si correva a prenotare con quella società". A replicare è il presidente Astoi Roberto Corbella: "Non rientra nei compiti di un'associazione di categoria stilareliste 'di buoni e di cattivi', nè tantomeno avvertire i consumatori dei possibili rischi derivanti dal prenotare con alcuni operatori piuttosto che con altri, a maggior ragione quando si tratta di società quotate in Borsa". E aggiunge: "Va altresì segnalato che l'operatore in questione non era socio di Astoi, bensì di altra associazione datoriale".

L'aumento sfumato Ad agitare ulteriormente le acque, intervengono alcune dichiarazioni rilasciate da Franco Tatò, liquidatore di Viaggi del Ventaglio, al Sole24Ore. Tatò, all'indomani del fallimento, annuncia al quotidiano finanziario che un operatore del settore sarebbe stato intenzionato a sottoscrivere un aumento di capitale di 50 milioni. Un'operazione che, in ogni caso, è stata bloccata dalla sentenza del Tribunale. Di Francesco Zucco

TTG Italia Pag. 2

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