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Rassegna stampa Astoi
Trend - Tiene il turismo, ma i numeri devono migliorare

Trend - Tiene il turismo, ma i numeri devono migliorare

18 Maggio 2013


L'anno 2013 non è ancora a metà ma già si pensa al futuro del settore e a come migliorare i numeri del suo
impatto economico sul sistema Paese. Se da una parte i dati ISNART svelano che le entrate legate alle attività turistiche sul territorio per il 2012 sono stabili, dall'altra si vuole scoprire come crescere, magari sfruttando l'attività riformatrice del nuovo governo

"Ma cos'è questa crisi..." cantavano i nostri nonni per far passare la paura dei tempi difficili del secolo scorso. Anche il neonato ventunesimo secolo però, al momento, non se la passa troppo bene, per colpa di una crisi economico finanziaria che, negli ultimi anni, ha provocato una generale contrazione dei consumi in ogni settore industriale e sociale. Uno dei settori strategici che, anche se forse non sembra, ha risentito mano di altri dei problemi è stato quello del turismo. È possibile vederlo dati alla mano. Negli ultimi due anni infatti, secondo i numero resi noti dall'UNTWO la domanda turistica mondiale è stata in costante aumento, con circa un miliardo di arrivi internazionali ogni anno, anche se poi non tutti i mercati nazionali hanno avuto le stesse performance.

L'Italia, ad esempio, si è confermata anche per l'ultimo anno una meta al top per i viaggi all'estero degli europei, subito dopo la Spagna e insieme alla Francia. In questo periodo infatti i cittadini dei 27 Stati membri dell'Unione Europea hanno compiuto oltre un miliardo di vacanze, un quarto delle quali, pari a circa 250 milioni di soggiorni, sono stati fatti al di fuori dei propri confini. Lo raccontano i dati di Eurostat, che vede il Belpaese appunto in pole position insieme alla Francia con il 9% delle preferenze, subito dopo il 13% degli europei, che ha scelto come destinazione la Spagna. Certo l'impatto economico generato dal turismo sull'economia nazionale si ricava da una somma di diversi fattori, non solo quelli legati ai viaggi incoming ma anche quelli relativi alle vacanze degli stessi cittadini italiani sul territorio. A questo proposito sono molto interessanti perciò i dati appena pubblicati da ISNART, l'Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, e secondo i quali nel nostro Paese si stima che nel 2012 l'impatto economico realizzato dai turisti italiani e stranieri - inclusi sia coloro che hanno alloggiato nelle strutture ricettive che nelle abitazioni private - sia stato di 72,2 miliardi di euro. Soldi utilizzato per spese effettuate durante il soggiorno (alloggio e spese sul territorio).

Confrontando i dati con quelli dello scorso anno poi si registra una sostanziale stabilità nei consumi (2,1 %), dopo però la costante diminuzione registrata dal 2008. Negli ultimi cinque anni, infatti, si è registrata una contrazione dei consumi turistici del -6,7% (nel 2008 erano pari a 77,4 miliardi di euro), con tendenze e andamenti diverse tra i settori. I consumi verso il ricettivo e le attività ricreative hanno un andamento altalenante, mentre aumentano quelli verso il settore agroalimentare. Un'innalzamento dovuto in parte alla crescita dei soggiorni in abitazioni private (+9,3% rispetto al 2008) e in parte all'interesse sempre più vivo da parte dei turisti verso i prodotti enogastronomici locali. Interessante anche la stima dell'incidenza delle spese, di chi ha fatto vacanze in Italia, per attività culturali e di intrattenimento (come biglietti di ingresso in musei e monumenti, teatri, cinema, discoteche o altri locali, per visite guidate e bookshop, per stabilimenti balneari, termali o lacuali, per servizi benessere ed impianti sportivi): ricade sul settore il 17,6% degli esborsi effettuati dai turisti italiani e stranieri durante il soggiorno, pari a 12,7 miliardi di euro.

E ancora, tra le aree prodotto, le spese dei turisti che soggiornano nelle destinazioni balneari (25,2%) e quelli delle città d'