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Trend - In questo viaggio ho capito che... Ecco alcune riflessioni dei partecipanti al weekend del 25-27 febbraio al Cairo

Trend - In questo viaggio ho capito che... Ecco alcune riflessioni dei partecipanti al weekend del 25-27 febbraio al Cairo

25 Marzo 2011

«Gli egiziani oggi sono più consapevoli e anche il modo di fare business con loro deve cambiare»

ALBERTO CORTI, DIRETTORE GENERALE FEDERVIAGGIO: «L'Egitto sta attraversando un cambiamento epocale e gli egiziani non sono più quelli di prima: sono riusciti ad abbattere il tiranno e si legge sulla loro faccia che ne sono orgogliosi. E gli operatori turistici devono rendersi conto di avere a che fare con persone diverse, più consapevoli e determinate e non disposte ad accettare supinamente le regole che funzionavano prima. È importante dunque lavorare insieme con gli egiziani per cercare - e proporre - prodotti nuovi, ad alto valore culturale. E' il momento di lasciar perdere i prodotti ormai maturi, Sharm o Marsa Alam & company, sui quali peraltro ormai la marginalità è ridotta e riflettere su nuovi investimenti, nuove rotte aeree, nuove destinazioni.

Basti pensare all'opportunità del Deserto Bianco per esempio. Loro, gli egiziani, sono cambiati e gli operatori dovrebbero cogliere il cambiamento se vogliono continuare a fare business in Egitto.»

ROBERTO CORBELLA, PRESIDENTE ASTOI: «In questo viaggio sono stato diretto testimone del profondo desiderio di accogliere nuovamente i turisti con quella cultura unica dell'ospitalità che contraddistingue il popolo egiziano. Ho avuto poi modo di rilevare un graduale ma costante progresso verso il ritorno alla normalità del Paese e sono convinto che presto il ministro Frattini toglierà lo sconsiglio anche dal Cairo (dichiarazione rilasciata in data 26 febbraio ndr.). Sarebbe importante l'aiuto dei media, i quali cavalcano le notizie, poi le lasciano lì in disparte, mentre bisognerebbe far sapere che l'Egitto sta tornando a essere un paese normale, dove i turisti possono tornare. Questo aiuterebbe anche a far ripartire l'economia egiziana e faciliterebbe il problema profughi. Nessun egiziano, se non avesse problemi economici, lascerebbe mai il suo bellissimo paese.»

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