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Rassegna stampa Astoi
Trend - Il nuovo Codice del Turismo non deve penalizzare solo operatori e agenzie

Trend - Il nuovo Codice del Turismo non deve penalizzare solo operatori e agenzie

07 Aprile 2012


I relatori che hanno parlato al Convegno tenutosi all'Università Luiss di Roma hanno puntato l'indice sulle differenze tra la vecchia e questa nuova normativa in fatto di organizzazione e vendita di pacchetti turistici, sottolineando come l'evoluzione dell'offerta di viaggi imponga di considerare una platea di soggetti più ampia che comprenda anche gli intermediari web

È andato in scena all'Università Luiss di Roma, il Convegno "II Codice del Turismo - la nuova disciplina della vendita ed organizzazione di pacchetti turistici", organizzato da Astoi per confrontarsi con operatori e agenzie viaggi sulla nuova normativa legata alla vendita di proposte di viaggio. Lo scopo era di capire le novità del Codice (emesso col D. L. 79/2011), e avanzare proposte di miglioramento. Al Convegno hanno partecipato Francesco Morandi, ordinario di Diritto del Turismo a Sassari, Melina Decaro, Direttrice del Master in Economia del Turismo alla Luiss, Mariaenza La Torre, ordinario di Diritto Privato a Messina, Laura Pierallini, docente di Diritto Societario alla Luiss, Roberto Bocchini, docente di Diritto a Napoli, Alessio Costantini, docente di Organizzazione Pubblica per il Turismo alla Luiss, e Vincenzo Zeno-Zencovich, Ordinario di Diritto Privato a Roma Tre. I loro interventi si sono incentrati sulla comparazione tra vecchia e nuova normativa in materia di organizzazione e vendita di pacchetti e sull'evidenziazione delle differenze esistenti tra Codici del Consumo e del Turismo.

Sono state analizzate le novità relative alla definizione di "danno da vacanza rovinata", "organizzatore" e "pacchetto turistico" ed al regime di responsabilità di operatori e agenti. La normativa delinea l'identikit del turista come "consumatore speciale", che sottoscrive una tipologia contrattuale specifica (il viaggio) resa unica da un elemento caratterizzante: lo "scopo di vacanza". Viaggiare, infatti, non è un'attività, ma dimensione di consumo che gode di status speciale. Per questo la legge ha stabilito norme più stringenti che proteggano sia il turista dal "danno da vacanza rovinata", che entra così nel novero dei "diritti riconosciuti" sia l'operatore che fornisce i servizi turistici. L'evoluzione dell'offerta di viaggi impone di considerare una platea di operatori più ampia grazie al web e un prodotto che è risultato di una sintesi complessa fatta da organizzatori e intermediari, non più da semplici venditori. A rispondere di inefficienze contrattuali, resterebbero però solo t.o. e agenti di viaggio e non chi propone i singoli servizi disaggregati. Quindi Laura Pierallini ha spiegato gli obblighi di informazione a carico di operatori e adv, sottolineando come oggi è cresciuta, nei consumatori, l'aspettativa di un'informazione dettagliata nei particolari insieme all'attesa del mantenimento della qualità dei servizi. Fornire più dati possibili circa il pacchetto, dandone evidenza probatoria con mezzi tracciabili, rientra nell'interesse del t.o., soprattutto quando fosse contestata in tribunale una caratteristica del pacchetto. Roberto Bocchini ha approfondito il "danno da vacanza rovinata", che è un danno morale che consta nel pregiudizio rappresentato dal disagio e dallo stress subiti per non aver goduto della vacanza come svago e ripristino delle energie psico-fìsiche. In tale senso il Codice ha una profonda lacuna poiché vede il danno solo in relazione alla fruizione del pacchetto, ma non nel caso di fruizione dei singoli servizi turistici. Ha chiuso i lavori Vincenzo ZenoZencovich che ha sottolineato la complessa interazione tra Codici del Turismo e del Consumo, aprendo uno scenario sulla figura del "passeggero" come acquirente di un servizio di trasporto, che non rientra nella definizione di "consumatore" nè in quella di "turista". - di d.d.

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