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Travelling Interline - Reportage: Con l Egitto nel cuore

Travelling Interline - Reportage: Con l Egitto nel cuore

02 Marzo 2011

A Piazza Tahrir, il 26 febbraio, a un mese esatto dall inizio della protesta antiregime che ha tracciato un solco importante nella storia dell Egitto, è di nuovo festa. Noi giornalisti e alcune rappresentanze di T.O. siamo qui tra la gente che ci ha accolto festosamente, orgogliosa di raccontare la svolta epocale.

Tutti insieme sventoliamo una bandiera lunga 40 metri con i colori dell Egitto: nero come la lunga striscia del Nilo, rosso come il sangue versato dai giovani martiri della rivoluzione, bianco come la pace che chiede di trionfare in tutti i territori martoriati del nord africa. C è amicizia e simpatia tra italiani ed egiziani; anche i militari, pur continuando a vigilare armati, si uniscono al corteo festoso. La gente ci chiede di tornare a visitare l Egitto, la terra dei Faraoni: attualmente per i turisti ormai rimane lo sconsiglio solo sul Cairo.

A noi giornalisti chiedono, tornando in Italia, di raccontare che la situazione si è normalizzata, che la gente è pronta come sempre ad accogliere i visitatori. È vero, si direbbe che sia proprio così, senza dimenticare però che Il Cairo è pur sempre una metropoli che accoglie ogni giorno nel proprio ventre venti milioni di esseri umani, e non può trasformarsi per incanto in un oasi di tranquillità.

Ma è una città affascinante, che facilmente fagocita il visitatore, nel traffico caotico, tra la gente accogliente, negli incredibili quartieri color sabbia che odorano di spezie, lungo i palmeti lambiti dal Nilo che scorre lento e misterioso. Ho notato che ogni strato della popolazione, ogni fascia d età, dagli anziani ai bambini, tutti si danno un gran da fare per tornare alla normalità, orgogliosi come sempre di mostrare i propri tesori al mondo intero.

Adesso fa impressione vedere il Museo Egizio e Giza disertati dalle masse di turisti stranieri. Il Museo Egizio del Cairo è aperto, all interno tutto è in ordine; se non fosse per il palazzo del Partito Democratico, simbolo del potere di Mubarak, distrutto dalle fiamme durante la rivoluzione, si direbbe che nulla sia accaduto.

Il direttore del museo egizio, Tarek el-Awadi, dice che è stato possibile riaprire anche grazie alla stessa gente che ha collaborato, insieme ai militari, a proteggere il cuore della propria cultura, saccheggiato e ferito sotto gli occhi di tutto il mondo.

Dei quattordici reperti trafugati, sono tornati nove pezzi; presto le autorità egiziane contano di recuperare anche gli altri. Anubi, Micerino, Rahotep, Nofret, Chefren, le mummie, gli scribi, sono sempre lì a guardare lo scorrere di altre pagine scritte sui papiri della storia umana.

Il turismo nell Egitto del post-Mubarak

Mohamed Ali, manager, 33; Eslam Bakir, studente universitario, 22; Saif-Allah, studente, 16; Haitam, ingegnere elettronico, 33; Sally Magdy, traduttrice, 23; Ahmed, insegnante, 31& ..

Cairo, 26 febbraio 2011, Hotel Intercontinental: con la commemorazione dei martiri della rivoluzione popolare inizia la conferenza stampa sui possibili scenari del turismo nel  nuovo Egitto.

Il Ministro del Turismo, il neoeletto dopo la  rivoluzione del loto , Mounir Fakhry ringrazia gli italiani presenti e ricorda che:  L Italia occupa un posto nel mio cuore, vi ringrazio per essere venuti in Egitto, in un momento così cruciale. L Egitto apre le braccia a tutti i turisti del mondo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per ricostruire l Egitto, un paese che è rinato ricostruendo i diritti dell uomo.

Il turismo italiano per l Egitto è molto importante. L Italia è il primo stato che ha raggiunto un milione di visitatori nel nostro paese nel 2004. Adesso è al quarto posto nel mondo. Abbiamo contato 1.200.000 turisti italiani nel 2010 e vogliamo che il numero aumenti, che si compensi il mese perduto durante la rivoluzione

Il