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Travel Quotidiano sito web - Astoi e il Fondo di Garanzia: qui la diretta di Travel Quotidiano

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09 Giugno 2016

Aula magna gremita e tutto è pronto per uno degli appuntamenti più attesi di questa prima parte d’anno. Astoi illustra il suo Fondo di Garanzia all’Università Bocconi di Milano. L’attesa è palpabile, innumerevoli gli autorevoli volti del turismo italiano presenti.

Ore 11:00 Apre i lavori la professoressa Magda Antonioli, direttore del master nel turismo dell’ateneo milanese. Dopo i saluti cede la parola a Luca Battifora, presidente uscente Astoi a quella che sarà – probabilmente – la sua ultima uscita pubblica. «Da inizio anno abbiamo iniziato a pensare a una soluzione a un problema difficile, spinoso, come il Fondo di Garanzia. Non c’erano prodotti consoni al nostro comparto, per questo chiedemmo e ottenemmo la proroga al 30 di giugno».

«Questa normativa arriva, imposta: ma l’anomalia eravamo noi, una distonia rispetto all’Europa, per questo non abbiamo chiesto ulteriori sforzi al Governo, in termini di proroga. Se vogliamo essere supportati dalle istituzioni, dobbiamo essere in grado di assumerci le nostre responsabilità».

Presente in sala anche il capo di unità di crisi della Farnesina: si parlerà anche di sicurezza e di terrorismo. Prosegue Battifora: «Di fronte alle normative europee, che saranno sempre più stringenti, abbiamo due possibilità; o subirle o affrontarle».

«Non possiamo sempre trincerarci dietro il fatto di essere l’Italia: oggi fare tour operating vuol dire fare azioni concrete che diano garanzie ai clienti, ai fornitori. Abbiamo problemi seri quando all’estero i fornitori hanno ricevuto proposte da altri mercati. Ma non la Germania, basta la Polonia per fare numeri più importanti dei nostri».

«Va bene la competizione, va bene misurarci all’interno del nostro campo di gioco, ma iniziamo a pensare anche al bene comune. Uso paroloni, come si fa nei convegni, facciamo sistema. Ci sono 11milioni di italiani che vanno in vacanza con i tour operator».

«La partita è qui: renderci proattivi verso noi stessi e verso le istituzioni. Forse non abbiamo più a che fare con ministri che ci definiscono “esportatori di salute”. Oggi abbiamo un dialogo col Mibact e con il Ministero degli esteri. Le istituzioni devono fare la loro parte, con tutte le complicanze; province, regioni. Abbiamo una grande capacità, il Made in Italy si distingue da sempre. Non abbiamo problemi di capacità, abbiamo problemi di individualismo. E questo individualismo non deve pregiudicare la nostra capacità di fare sistema».

Dopo i preamboli, doverosi, il presidente vuole entrare nel dettaglio del Fondo della Garanzia, il tema della giornata e non solo.

Ore 11:20 «Avrà una matrice finanziaria, con un coordinamento e una supervisione della massima dirigenza Astoi ma sarà gestito da chi fa questo mestiere. Abbiamo escluso altre formule, consorzi e simili. Troppo lontani dalla nostra macchina, che deve garantire lunga percorrenza nel tempo»

Battifora non nega la propria soddisfazione, anche in virtù del fatto che il Fondo privato di Astoi è, di fatto, l’ultimo goal della sua presidenza. «Astoi ha dimostrato di essere un esempio virtuoso. L’invito è che le imprese abbiano l’ambizione di allargare il proprio business».

Ore 11:22 Scroscio d’applausi per Battifora, che cede il microfono a Gian Paolo Vairo, ad di Welcome Travel Group. «Dobbiamo chiarire i punti più fumosi entro l’applicazione di questa normativa. In questo momento c’è ancora il dubbio se l’agenzia di viaggio deve proteggere i propri clienti sia che si tratti di viaggi organizzati da loro stessi, sia che rivenda pacchetti di terzi».

«Oggi ancora non c’è chiarezza su questo punto, probabilmente l’agenzia sarà costretta a proteggere il cliente su tutto il suo fatturato, sino a una data che potrebbe essere il 2018. Come si può attrezzare l’agenzia? Due strade, assicurazione o fidejussione bancaria. Sul discorso assicurativo sono un po’ dubbioso, non perché non mi fidi delle assicurazioni, ma perché non sono chiari i massimali e i minimali. Spero prevalga il buon senso, che non si vada sotto certi minimi al di sotto della ragionevolezza. E il massimale? Qual è il massimale da assicurare? L’agente deve assicurare il rientro del cliente e un minimo di tre notti. Occorrono rilevazioni e statistiche sulla curva di prezzo del comparto aereo. Un ginepraio estremamente complesso».

Ore 11:30 «Passiamo alla fidejussione: paradossalmente dovremmo calcolare il fatturato dell’anno precedente, decidere quale sia la nostra alta stagione, calcolare le date ipotetiche di partenza e applicare su questa cifra una percentuale “sufficientemente elevata” per coprire i costi di un eventuale rientro. Vi sembra una strada percorribile? Voglio lanciare un messaggio: chiarire gli obblighi dell’agenzia e i criteri su cui calcolare i costi di eventuali fidejussioni. Le agenzie rischiano, dal 1° di luglio, di non essere in grado di operare in proprio».

Vairo chiude con una stoccata: «Anche la distribuzione ha in serbo per tutte le agenzie di viaggio una soluzione pronta».

Ore 11:36 la parola passa a Franco Gattinoni, pronto a rincarare la dose. «Guardiamo il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto: sarà un costo in più ma anche una possibilità in più. Voglio fare un distinguo: sono d’accordo che quando l’agenzia fa in proprio deve avere il suo Fondo ma il problema sorge quando l’agenzia passa dal transato del tour operator. In qualche maniera le agenzie dovranno garantirsi in prima persona quello che hanno fatto, anche per non essere assoggettati ai tour operator».

«Abbiamo un progetto che presenteremo a breve, una garanzia che sarà fornita dal nostro network. Avremmo voluto anche noi farlo come associazione ma le agenzie son troppo frammentate. Fiavet è rimasta dov’era, Fto forse un po’ più unito».

Ore 11:44 Si passa al profilo più tecnico, interviene l’avvocato Romanelli, dello studio BonelliErede che snocciola gli esempi europei, da quello belga, con una tassa calcolata in percentuale per gli operatori che devono versare al fondo, sino alla Danimarca, Paese precursore, che ha costituito il fondo nel lontano 1979, anticipando e non di poco la normativa europea.

Il legale prova a tracciare una linea comune, per esemplificare una tematica così complessa e variegata

«La ratio è sempre la stessa: il consumatore non deve restare scoperto. Lo sancisce la corte di giustizia, in alcuni Paesi, quando gli operatori non ce la fanno, subentra l’intervento dello Stato».

«Regno Unito: la normativa più sofisticata ed è quella a cui si ispira il modello Astoi. E’ richiesta una licenza, chi non opera al di fuori dal Paese può non avere la licenza Atol ma deve offrire le stesse garanzie e, soprattutto, chi opera senza garanzie va incontro a sanzioni a carattere penale».

Ore 12:12 Altro parere legale, questa volta dell’avvocato Silvana Durante, legale di Astoi. «Ce lo chiede l’Europa, dobbiamo essere semplici e al contempo virtuosi, con uno strumento efficace. Il Fondo non può andare in default, deve avere risorse adeguate».

Ore 12:20 Dettagli tecnici sul Fondo Astoi. Ci pensa Paolo Arlandini, consigliere finanza e assicurazioni Confindustria Genova

«Concentriamoci sul Fondo in senso stretto. L’obiettivo di investimento delle risorse raccolte sarà quello di conservare il capitale acquisito dai soci. I denari arrivano dall’industria per proteggere l’industria».

«Bassi rischi e bassi investimenti per preservare il capitale. Sarà tutto gestito e monitorato in assoluta trasparenza. Siamo in un mondo dove esistono rischi che non pensavamo esistessero e anche in un mondo dove ci sono costi che una volta non c’erano, banalmente i depositi bancari».

Ore 12:25 Sale sul palco il sottosegretario Dorina Bianchi.

«Devo riconoscere l’ottimo approccio di Astoi, un grande esempio di cosa pubblico e privato possono fare insieme. Dobbiamo trovare soluzioni insieme, che vadano nella direzione di non creare problemi agli operatori: loro operano in un settore determinante del nostro Paese. Abbiamo inserito, in maniera un po’ anomala, il Turismo nel ministero dei Beni Culturali. Ma sono entrambi settori che possono e devono fare il bene dell’Italia».

«Voglio tranquillizzare le agenzie di viaggio. E voglio invitare tutti gli altri attori della filiera a sollevare le questioni, per darci modo di dare le risposte in tempi adeguati».

Ore 12:37 La filiera mostra ancora un certo scetticismo verso le istituzioni e accoglie freddamente l’intervento dell’onorevole Bianchi. Ci pensa Luca Battifora, in chiusura, a mettere a tacere i brusii.

«Nei nostri ministeri di riferimento, turismo ed esteri, abbiamo assistito a un vero vento di cambiamento. C’è ed è reale»