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Travel Quotidiano - Sharm El Sheikh verso la normalizzazione

Travel Quotidiano - Sharm El Sheikh verso la normalizzazione

10 Marzo 2011

SHARM EL SHEIKH L'ultimo week end di febbraio ha segnato il ritorno degli italiani in Egitto. Su iniziativa di Blue Panorama e sei importanti tour operator, con il supporto dell'ente del turismo egiziano, un gruppo di 70 giornalisti è atterrato a Sharm El Sheikh per testimoniare la sicurezza della destinazione, peraltro mai coinvolta nella rivoluzione anti-Mubarak. Alcuni resort sono stati chiusi per mancanza di clienti, altri hanno resistito soprattutto grazie ai turisti dal Regno Unito: il Foreign Office non ha mai sconsigliato i viaggi sul Mar Rosso, sicché i britannici sono rimasti gli unici, insieme a piccoli gruppi di russi, a godersi le spiagge semideserte. «Prevediamo di operare a marzo il 50% dei voli previsti su Sharm e Marsa Alam - ha annunciato Franco Pecci, presidente di Blue Panorama sperando di tornare a regime nel periodo di Pasqua.

Con un miliardo e 300 milioni di fatturato per circa un milione di turisti, l'Egitto è di vitale importanza per tutte le imprese turistiche italiane: per questo con i soci Astoi ci siamo battuti affinchè la Farnesina revocasse lo sconsiglio sul Mar Rosso». Le tre settimane di stop terminate il 17 febbraio hanno però provocato agli operatori danni per un centinaio di milioni di euro, comprese le spese per il rimpatrio dei clienti: «Siamo stanchi di pagare sempre noi ogni volta che si verifica un'emergenza denuncia Georges Adly Zaki, presidente di Swan Tour - e senza nemmeno ricevere un grazie: è successo per lo tsunami, per la nube vulcanica e infine adesso, quando ci è toccato pure ascoltare in tv esponenti del governo che si vantavano di esser stati loro a portare in salvo gli italiani». La questione soldi è fondamentale al punto che Mministero degli Esteri italiano - raccontano gli operatori - si è deciso a togliere Sharm e Marsa Alam dalla lista nera solo dopo aver ricevuto l'assicurazione che avrebbero pensato loro ad aprire il portafoglio se qualcosa fosse andato storto.

«Il Mar Rosso è una meta insostituibile - spiega Vincenzo Angelino, titolare di Viloratour - operativa 12 mesi l'anno con un prodotto di altissima qualità a prezzi contenuti: se non ripartisse, 20 mila addetti del settore turistico rischierebbero di perdere il posto». E Giancarlo Macchia, direttore programmazione di Alpitourworld, avverte: «La ripresa deve avvenire correttamente: le offerte ci saranno sempre, ma eviteremo le operazioni sottocosto, perché sarebbero scorrette sia nei confronti dei 15 mila clienti già prenotati con Alpitour sia nei confronti dell'Egitto, che va rilanciato in maniera duratura». Anche Guido Ostana, direttore commerciale di Settemari, sottolinea la necessità di una buona ripartenza, «importante per la stabilità socioeconomica di questi paesi e per dare a chi è nato qui la possibilità di vivere e lavorare senza essere costretto all'emigrazione». E poi di vere alternative all'Egitto non ce ne sono: «Sono state proposte in quest'ultimo periodo le Canarie e Capo Verde - aggiunge Renato Martellotti, titolare di In Viaggi - ma non offrono né gli stessi prezzi né la stessa tipologia di vacanza». Dopo i giornalisti saranno gli agenti di viaggio a tornare sul Mar Rosso: «Stiamo valutando l'organizzazione di educational a Sharm già a marzo conferma Massimo Mariani, responsabile commerciale di Eden Viaggi in attesa di presentare il nuovissimo Gemma Beach, l'Eden Village che aprirà il 14 maggio a Marsa Alam». -- Di Cinzia Berardi

Travel Quotidiano n.18 - pag 2

11/03/2011 Travel Quotidiano - N.18 - 9 marzo 2011