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Travel Quotidiano - Il governo aumenta al 21% l'Iva sulle vacanze. Il settore non ci sta. Con alcuni distinguo.

Travel Quotidiano - Il governo aumenta al 21% l'Iva sulle vacanze. Il settore non ci sta. Con alcuni distinguo.

14 Settembre 2011

Il 29 agosto il ministro Brambilla: «Come avevo anticipato, l aliquota del comparto turistico non è stata toccata» - Maria Concetta Patti: «L incremento colpisce anche i contratti già siglati»

Riportiamo ad inizio articolo le dichiarazioni del ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla del 29 agosto. Vediamo cosa diceva il ministro dall alto della sua conoscenza delle segrete stanze del potere: «Il Governo è attento alle istanze della gente e delle categorie produttive del Paese. L aumento dell Iva non avrebbe portato benefici all economia del Paese bensì una contrazione dei consumi. Come avevamo anticipato anche l aliquota del comparto turistico, non è stata ritoccata al rialzo, evitando il rischio di incidere negativamente sulla competitività e sulla ripresa in atto».

Come suol dirsi: detto, fatto. Visto che il governo è così attento alle  istanze della gente e delle categorie produttive ha pensato bene di alzare la terza aliquota Iva passandola dal 20 al 21%. In questo rialzo ci sono dentro anche le vacanze. Quindi le vacanze costeranno di più, con tanti saluti alla Brambilla e alle sue sicurezze.

Sulla questione dell aumento dell Iva le categorie si dividono. E anche questo è un segnale non buono. Bisognerebbe fare quadrato e riunirsi per analizzare la questione e fare, perché no?, anche due conti sulla perdita secca che l aumento dell aliquota comporterà per l intera industria turistica.

«E una follia, un autentica follia  esordisce il presidente di Fiavet nazionale, Cinzia Renzi -. Noi come Fiavet avevamo già scritto al ministro chiedendo che l Iva non fosse toccata. E invece ecco quello che abbiamo ottenuto. I passeggeri sono già vessati in modo eccessivo, basta dare un occhiata al biglietto aereo: non c è più spazio tante sono le imposte che ci hanno messo sopra. Questo aumento non farà altro che contrarre i consumi, con una perdita netta di fatturato complessivo per il settore».

Sulla stessa lunghezza d onda il presidente di Federviaggio, Maria Concetta Patti che sostiene «L incremento al 21% dell aliquota Iva ordinaria colpisce duramente il settore del turismo organizzato italiano e lo fa in un momento di pesantissima crisi. Ad essere coinvolta è una porzione di oltre 10 miliardi di euro del fatturato dei tour operator e delle agenzie di viaggio italiane». La Patti aggiunge che «l aumento dell Iva colpisce anche tutti i contratti a decorrenza settembre 2011-2012, già siglati dai tour operator ricetti visti italiani con gli operatori stranieri. Un danno del quale le nostre aziende dovranno farsi carico nell immediato, avendo già fissato contrattualmente prezzi comprensivi di imposte».

Meno polemica la posizione di Roberto Corbella: «L aumento di 1 punto percentuale dell Iva, secondo il mio parere, non sarà decisivo nella decisione o meno di andare in vacanza. Certo  continua Corbella  questo aumento non aiuterà i consumi. Il punto è un altro: di fronte ad una crisi difficile, gestita in modo dilettantesco ci dobbiamo fare due domande: siamo soddisfatti? La risposta è no. Poteva andare peggio, sì, poteva andare molto peggio. Il fatto che è una manovra fatta in fretta, cambiata almeno quattro volte, senza analisi di intervento. Mi chiedo: è possibile che non sia finalmente arrivata l ora dei tagli?».

Secondo Bernabò Bocca, presidente Federalberghi e Confturismo, l incremento dell Iva «Rischia di penalizzare i consumi. Ma noi, come albergatori abbiamo già dato con la tassa di soggiorno, che ci sta colpendo in modo molto maggiore di 1 punto percentuale. Si deve partire dal fatto che la manovra era necessaria, ma in questa occasione l operato dell esecutivo è stato francamente sconcertante. Il balletto delle disposizioni ha dato un quadro di fragilità e di mancata comprensione del sistema produttivo».  di Giuseppe Aloe

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