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Rassegna stampa Astoi
Travel Quotidiano - Emilia Romagna: il sisma rallenta le prenotazioni

Travel Quotidiano - Emilia Romagna: il sisma rallenta le prenotazioni

16 Giugno 2012


Il mercato tenta la reazione

II terremoto in Emilia sta mettendo a rischio l'estate della Riviera Romagnola? «Sicuramente, ci fanno notare i nostri incomisti, quanto accaduto va ulteriormente a rallentare la situazione del Mare Italia, prodotto fermo a causa della contrazione del potere d'acquisto che riguarda la famiglia italiana, da sempre target principale di questo tipo di vacanza» dichiara
Roberto Corbella, presidente di Astoi Confindustria viaggi. «A destare viva preoccupazione non sono le cancellazioni delle vacanze già prenotate, ma anche e soprattutto il sostanziale blocco dei flussi di nuove prenotazioni che avrebbero dovuto concretizzarsi in questo periodo» puntualizza Alberto Corti, direttore Federviaggio. Rileva certamente il fattore psicologico: «I nostri associati confermano che c'è una maggiore attenzione da parte dei turisti, specie quelli stranieri, che contattano direttamente gli hotel per chiedere informazioni ed essere rassicurati. E gli albergatori spiegano che le loro strutture sono pienamente operanti e che sulla costa non ci sono problemi» spiega Sergio Donati, segretario Federalberghi Emilia-Romagna. Focalizzando l'attenzione sull'incoming spicca però un fenomeno: «II blocco delle prenotazioni è evidentissimo per il mercato tedesco, ancora fortemente intermediato. Una anomalia, perché il rallentamento da altri Paesi europei, come Francia e Inghilterra, è meno rilevante» fa notare Corti. «E il fenomeno si allarga dalla Riviera Romagnola ad altre aree dell'Alto Adriatico, come il litorale veneto fra Bibione e Jesolo. Qui il nostro associato Gianni Perini (n.d.r.: titolare di Intras Viaggi e vacanze) ci ha segnalato un sostanziale blocco post-terremoto delle prenotazioni dalla Germania».

A che gioco giocano i big tedeschi?

Federviaggio solleva quindi un interrogativo pesante: «C'è il sospetto, assolutamente da verificare e scongiurare, che il fattore terremoto possa essere utilizzato dai big tedeschi dell'outgoing per "spostare" parte dei flussi che si sarebbero diretti in Italia verso altri Paesi del Mediterraneo. Mete come Spagna e Turchia in primis, dove al momento attuale hanno una maggiore quota di invenduto da piazzare». La palla passa così ai ricettivisti italiani: «I nostri associati si sono già messi all'opera: stanno incontrando faccia a faccia i partner tedeschi per accertarsi della situazione e premere perché gli impegni contrattuali assunti siamo mantenuti. Hanno relazioni commerciali consolidate e in altri momenti sono stati concilianti, accettando accomodamenti. Ma questo è il momento di essere energici e fermi sulle posizioni commerciali. E nell'interesse dell'intero sistema Paese!» sottolinea Corti.

Il rischio "effetto domino" e il ruolo dei media

Allargando la visuale, si paventa un'incidenza negativa del fattore terremoto su tutto l'incoming nazionale, specie per quanto riguarda le prenotazioni dai mercati di lungo raggio. Qui incide anche la distanza: un asiatico o un canadese potrebbero non avere una conoscenza puntuale della geografia del nostro Paese ed esitare quindi a prenotare un viaggio in Italia anche se in zone del tutto slegate da quelle terremotate o a rischio. «Sul versante dell'incoming proveniente dai mercati esteri, ad esempio da quelli russo, tedesco, statunitense e giapponese, confermiamo la criticità dovuta alla percezione dell'emergenza in senso allargato, os