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Travel Quotidiano - Commissioni: il nodo dell'Iva si allarga

Travel Quotidiano - Commissioni: il nodo dell'Iva si allarga

12 Febbraio 2016

De Ria "La regola per operare insieme è la trasparenza" Battifora: "Sono scelte dei singoli operatori non certo di ASTOI"

Aspetti tecnici Roma - Iniziamo dagli aspetti prettamente tecnici e vediamo cosa ne esce fuori. Parla Pierluigi Fiorentino, segretario generale di Fiavet. «Iniziamo a dire che il quadro non è chiaro. Facciamo un esempio pratico così ci capiamo meglio. Se l'operatore prevede una commissione all'agenzia, al lordo di Iva, questo sta a significare, che all'interno della commissione dell'agenzia, si deve calcolare anche l'Iva, che, come tutti sanno, è del 22% da questo ne deriva che se la commissione è dell'8%, diventa, automaticamente del 6,6%. In altre parole se un'agenzia licenzia una pratica da 1000 euro, la commissione non sarà più di 80 euro," ma di 66 euro.

Questo incide non poco, sia sulle casse dell'agenzia, ma direi sopratutto sul bilancio previsionale che ogni azienda, che sia piccola o grande, deve poter stilare con una base di realtà. E' chiaro che questo discorso vale anche per le offerte speciali o le tariffe scontate, dove la commissione è ancora più bassa, lo sto lavorando sugli estratti conto, per cui sto facendo uno studio analitico della questione. Quando avremo dei risultati oggettivi potremo dare un quadro completo della situazione».

MILANO - La questione delle commissioni sta agitando gli animi del mercato. Abbiamo sentito il presidente di Fiavet Jacopo de Ria e il suo omologo Astoi, per cercare di fornire un quadro per quanto possibile chiaro della questione. «I temi sono due - afferma De Ria - se scaricare l'Iva sulle commissioni agenziali sia legittimo, ed è un aspetto ancora sotto analisi. L'altro punto è la trasparenza dei rapporti fra operatori e agenzie di viaggio. La collaborazione fra grossisti e dettaglianti deve fondarsi sulla trasparenza, sulla collaborazione e sull'affidamento reciproco. Se questi elementi mancano, o vengono meno, è chiaro che il rapporto diventa difficile. E' passato il tempo in cui le agenzie di viaggio si facevano vessare. Non si può pensare di avere tutto il potere da un lato e niente dall'altro. Anche perché le agenzie si organizzano, fanno massa critica, e, d'altra parte sono le agenzie che hanno il potere di scegliere fra le varie programmazioni. quella che è più conveniente per il cliente e per l'agenzia stessa. Insomma, abbiamo bisogno di partner veri».

Parole abbastanza forti, quelle di De Ria che fanno presuppore scenari non tranquillissimi nei futuri rapporti con gli operatori. Ma qual è la posizione di Astoi? Luca Battifora è chiaro: « Astoi, come associazione, non entra in merito alle scelte aziendali degli operatori, fossero anche soci della federazione. Si tratta di policy aziendali, scelte dagli organi preposti, e non certo da Astoi. Anzi a dirla tutta, non capisco perché siamo stati chiamati in ballo come Astoi, sulla questione delle commissioni e dell'Iva. L'Associazione svolge un ruolo di supporto, verifica e analisi agli associati, non certo quello di ideare programmi di redistribuzione fiscale o cose del genere. Consiglio le associazioni delle agenzie di viaggio di parlare direttamente con gli operatori che hanno applicato questa nuova formula commissariale».