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Rassegna stampa Astoi
Travel Quotidiano - Codice del turismo? Sconcertante

Travel Quotidiano - Codice del turismo? Sconcertante

23 Ottobre 2010

NESSUNA DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA È STATA CONSULTATA

MILANO - Come abbiamo già scritto, finalmente il ministro Brambilla ha messo tutti d'accordo. Per le associazioni di categoria, nessuna esclusa, il nuovo codice del turismo, varato dal consiglio dei ministri è sconcertante. «La cosa che risulta più inammissibile è che non siamo stati contattati - ci dice Cinzia Renzi, presidente di Fiavet nazionale , mentre il ministro ha dichiarato di aver consultato le parti. Quali parti ha sentito?». Questa è una domanda che ci stiamo ponendo tutti. Anche perché a fare un breve giro di telefonate, si scopre che tutte nessuna associazione è stata sentita. Come? si vara un nuovo codice del turismo e non si sentono gli operatori del settore? Che modo di procedere è? «Un altro dei punti fondamentali - afferma Alberto Corti, direttore generale di Federviaggio - è che non abbiamo il testo in mano. Questo decreto, dopo il varo del cdm, ha iniziato il suo iter fra Consiglio di Stato e commissioni parlamentari, e noi non l'abbiamo ancora visto. Ora, c'è da dire che un riordino della materia andava fatto, ma non così. Per esempio, da quello che sappiamo, il codice dovrebbe regolamentare i contratti di viaggio. Ora, a Bruxelles si sta discutendo proprio di questo, di riformare la 314. Nel momento che uscirà un testo europeo, ecco che la nuova normativa varata con il codice del turismo dovrà essere riaggiornata». C'è anche un altro punto che ha allarmato il settore: il comparto assicurativo. «Dalla bozza, unico documento di cui disponiamo, emerge che non c'è più limite temporale al reclamo, salterebbero quindi i dieci giorni utili previsti dalla norma vigente. Questo vuoi dire avere una spada di Damocle sulla testa ad ogni viaggio che parte».

Anche per Astoi l'approvazione del codice è stata «una sorpresa. Le procedure seguite per tale determinazione ci rammaricano, in quanto le associazioni di categoria non sono state coinvolte nelle valutazioni circa le problematiche del settore, né tantomeno per l'identificazione delle soluzioni più appropriate. Ci riserviamo di approfondire quanto stabilito dal decreto e di esprimere, in sede di commissione, le valutazioni ed eventuali proposte di modifica».

Il presidente di Assotravel Andrea Giannetti va giù duro. «Sosterremo con forza le ragioni delle nostre imprese contro questo decreto che, se attuato così com'è, porrà dei seri problemi alla nostra attività e favorirà la concorrenza sleale». Poi ritorna sul tema delle concertazione, che, ricordiamolo, il ministro in molti interventi ha definito come il modello principe da seguire. «Non capiamo - ha aggiunto il presidente di Assotravel - con quali associazioni di imprese il testo sia stato condiviso aggiunge -, ma devono esserci state dal momento che sono ufficialmente richiamate nel comunicato stampa del ministro del turismo come "coinvolte nel processo di definizione delle norme». Infatti, sebbene il ministro Brambilla abbia sottolineato che la redazione del codice del turismo «ha potuto contare sull'apporto delle migliori professionalità nel campo giuridico del settore, così come sul contributo fornito dalle associazioni di categoria, con le quali si avvia ora l'ultimo confronto», ci si chiede in effetti chi ha fornito questo contributo tanto prezioso, se nessuna delle associazioni è stata contattata? La risposta è questa: nessuno lo sa. A quello che si sa, perché ripetiamo, il testo non è stato inviato a nessuno, gli effetti più pesanti sono dovuti all'equiparazione delle agenzie online con i tour operator, sui quali - su tutti insieme - ricade ora una maggior responsabilità in merito a doveri assicurativi e tributari. Un altro punto sul quale tutti sono d'accordo: queste norme indeboliranno sia le agenzie di viaggio che gli operatori. «E' l'ulteriore occasione mancata - continua Alberto Corti