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Televideo Rai - Il grido d'allarme dei tour operator

Televideo Rai - Il grido d'allarme dei tour operator

03 Febbraio 2011

Intervista a Roberto Corbella, presidente dell Astoi, l associazione nazionale dei tour operator

 Ogni volta che si verificano emergenze come quelle in atto, facciamo fronte comune con il governo. Anche in questa occasione, la collaborazione è totale , dice a Televideo Roberto Corbella, presidente dell Astoi, l associazione nazionale dei tour operator.  Fondamentale è adeguare il fondo di garanzia alle situazioni che il settore turistico deve affrontare. Oggi c è un fondo presso il Dipartimento del turismo, costituito esclusivamente da una percentuale del premio di polizza pagato dai tour operator e destinato a coprire solo i rientri dei viaggi-pacchetto per fallimento dell operatore o per situazioni di estrema crisi .

 Il fondo di garanzia è oggi una somma molto modesta, tanto che lo scorso anno non è bastato ad affrontare il fallimento di alcuni importanti tour operator. Noi chiediamo che il fondo sia legato all unità di crisi della Farnesina, l unica struttura capace di intervenire con tempestività: le emergenze sono imprevedibili anche nella tempistica. Il fondo, inoltre, dovrebbe avere meccanismi di erogazione più snelli e coprire tutti i viaggiatori, indipendentemente dalla formula adottata. Basterebbero 50 centesimi a passeggero. Alla politica chiediamo solo di passare da un consenso dichiarato a parole a fatti concreti.

 Insieme, su base annua, Tunisia ed Egitto rappresentano circail 30% del turismo italiano all estero. In Tunisia si tratta di turismo balneare quasi per il 100%, in Egitto per il 70%. Il Mar Rosso è imbattibile per la relativa vicinanza all Italia, per la fruibilità in tutto l arco dell anno e per rapporto qualità-prezzo. In questi giorni offriamo la possibilità di cambiare destinazione o di cambiare data, ma le uniche alternativa più o meno possibili sono le Canarie o Capo Verde; le prenotazioni per l Egitto sono in buona parte perse. Oggi paghiamo un aereo Roma-Sharm che all andata viaggia vuoto e al ritorno è pieno. Quando l emergenza sarà conclusa, avremo il problema opposto: voli pieni all andata, ma nessun passeggero da riportare in Italia. In altre parole, dobbiamo affrontare il raddoppio dei costi dei voli sulla destinazione .

 L anno scorso, con la nube vulcanica, abbiamo dovuto assistere passeggeri che non potevano partire, arrivando anche a dover pagare vitto e alloggio per 6 giorni. Su questo genere di eventi non siamo garantiti dalle assicurazioni: la copertura è prevista solo in casi estremi. Dall 11 settembre 2001, terrorismo, terremoti, uragani, influenza aviaria e suina hanno portato il settore turistico italiano a perdite per 110 milioni di euro, non in termini di fatturato, ma come costi delle emergenze. Gli addetti, tra agenti e tour operator, sono circa 50.000. Il protrarsi di queste situazioni non potrà che avere effetti negativi anche sull occupazione. Molte realtà da tempo stanno facendo fatica: basti ricordare, nell ultimo biennio, la scomparsa di scena di nomi come Teorema, Todomondo, Eurotravel o i Viaggi del Ventaglio, a suo tempo il secondo tour operator italiano , conclude Corbella.