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Sri Lanka. L invasione dei turisti

Sri Lanka. L invasione dei turisti

01 Novembre 2014

Dalla Cina, quest'anno, in Sri Lanka sono già arrivati oltre 100mila turisti (meno di un decennio fa erano 10mila), +140% rispetto al 2013; le 300 auto pubbliche tedesche coperte di vetrofanie pubblicitarie di Berlino, Amburgo, Francoforte e Monaco hanno prodotto, da sole, un incremento del 24% del turismo tedesco diretto nell'ex Ceylon. Ma è il totale che impressiona: all'inizio di quest'autunno è approdato nell'isola di fronte all'India, anch'essa per secoli ex colonia britannica, un totale di un milione di visitatori, che supereranno quota 1,5 milioni entro capodanno. E che, nei piani del governo di Colombo, dovrebbe crescere verticalmente fino a 2,5 milioni entro il 2016.

«Obiettivo raggiungibile», spiega Pierpaolo Di Nardo, grande esperto del Subcontinente e autore delle guide Polaris sull'India. «A parte le spiagge paradisiache e i monumenti buddisti del VI d.C. secolo, è la natura a offrire straordinarie attrazioni: i re delle dinastie di 1.500 anni fa, già consapevoli della carenza d'acqua, fecero costruire dighe che hanno creato laghi e laghetti ovunque. In Sri Lanka, poi, stanno costruendo decine di alberghi di ottimo livello, spesso puntando sul turismo familiare: nei lodge non sono rare le suite per gruppi di 4-5 persone». Una svolta che dovrebbe dare solidità a un'economia che deve ancora riprendersi da un conflitto civile fra maggioranza cingalese e minoranza tamil durato decenni, con decine di migliaia di vittime, formalmente chiuso ma ancora gravido di tensioni non sopite. Il turismo ha già portato, nel 2012, un miliardo di dollari di pil, pari all'1,7% del totale, a 68mila occupati diretti e 98mila indiretti.

Anche nel nord, a Jaffna, base della ribellione tamil, il governo centrale sta investendo 4 miliardi di dollari in infrastrutture, elettricità, strade e aeroporti. Tutte le grandi catene alberghiere mondiali vogliono esserci, e tra grandi strutture e vecchie fabbriche di tè riattate a hotel di charme, la ricettività è in aumento. Due milioni e mezzo di turisti, però, non sono pochi. La vera difficoltà, sarà reperire personale idoneo ad accoglierli. Secondo il ministero dello Sviluppo economico, interpellato da Al Jazeera, serviranno 600mila nuovi lavoratori, dal manager d'albergo al personale di servizio, ma a ora le scuole possono offrirne solo 1.500. Assenti, in primo luogo, le lavoratrici, per la cultura del Paese non "idonee" a questo lavoro. Insomma, il paradiso c'è, ma uomini e donne adatte a "gestirlo" ancora no. - Fonte: Corriere della Sera - Sette (di Edoardo Vigna)