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Rio 2016, al via le Olimpiadi tra luci e ombre

Rio 2016, al via le Olimpiadi tra luci e ombre

01 Agosto 2016

Per il momento la certezza è una sola: il 5 agosto i primi Giochi Olimpici nella storia del Sudamerica apriranno finalmente i battenti, dopo negli ultimi tempi che Rio de Janeiro è finita più volte sotto la lente d'ingrandimento dei suoi detrattori, tutti convinti che la città carioca (e il Brasile) non fosse la destinazione ideale per ospitare un'Olimpiade (e la Paralimpiade).

A dare loro ragione, in effetti, è arrivata negli ultimi giorni anche la notizia dell'apertura del Villaggio Olimpico, per quanto non ancora terminato. Risultato: in attesa che tutto sia pronto, numerose delegazioni hanno dovuto trovare situazioni di emergenza per risolvere il problema dell'alloggio.

Ma il ritardo nei completamento dei lavori non è stato che l'ultimo guaio capitato a una manifestazione, e a un paese, nel pieno della crisi economica, e dove si rischia che alla cerimonia di apertura alla stadio Maracanà ci sia il presidente ad interim Michel Temer, e che a quella di chiusura il 21 agosto presenzi invece Dilma Rousseff, il presidente regolarmente eletto e attualmente sospeso per l'avvio di un processo d'impeachment.

A suonare sul fuoco di una situazione già complicata di suo, ci pensano poi i media internazionali, soprattutto americani, che mettono in guardia i loro lettori dalle ulteriori tegole che potrebebro abbattersi sull'organizzazione. Accantonato il rischio terrorismo dopo l'arresto di 10 persone che pianificavano attentati ai Giochi – a presidiarli ci saranno 85mila tra soldati e poliziotti, più del doppio rispetto alle Olimpiadi di Londra del 2012 – fa ancora paura il fenomeno Zika; alcuni golfisti hanno addirittura rinunciato a partecipare alle Olimpiadi per la paura del contagio, anche se il ministro della Salute brasiliano continua a minimizzare i rischi per gli stranieri.

È notizia dello scorso giugno, poi, lo stato di insolvenza dichiarato dallo stato di Rio de Janeiro. Nonostante i 10 miliardi di dollari assicurati dal governo federale per permettere alla città di ospitare i Giochi, la tensione rimane alta, soprattutto sul fronte del traffico e del trasporto pubblico.

Il prolungamento della metropolitana dal centro alla zona di Barra, sede della maggior parte delle location olimpiche, verrà terminato – nelle intenzioni degli organizzatori – solo nei giorni precedenti all'inaugurazione dei Giochi. Con gli inevitabili dubbi sulla attendibilità dei collaudi, soprattutto dopo che nel mese di aprile era collassato, causando la morte di due persone, un percorso ciclabile sopraelevato a strapiombo sull'oceano. L'inaugurazione era avvenuta solo tre mesi prima dell'incidente. 

Sul fronte dei biglietti venduti, poi, non mancano le polemiche sul fatto che almeno il 20% è rimasto invenduto, aprendo la possibilità per i tifosi stranieri di accedere ai contingenti di solito riservato ai brasiliani. La scorsa settimana, ad esempio, il comitato organizzatore ha messo in vendita circa 100mila tagliandi sul sito Rio2016.com, mentre si sparsa la notizia che addirittura 800mila dei biglietti rimasti nella mani degli organizzatori riguardano partite di calcio.

Tutte da stabilire, infine, le possibili ricadute economiche sulla città dell'evento olimpico. Secondo Moody's, ad esempio, nonstante investimenti infrastrutturali per 7,1 miliardi di dollari, i Giochi non produrranno alcun effetto benefico sul Pil 2016 del Paese sudamericano, destinato in ogni caso a contrarsi del 3,7%.

L'atteso arrivo di 500mila visitatori stranieri, infatti, avranno sì un impatto positivo su tour della città e occupazioni alberghiere (i prezzi medi della camere sono quasi triplicati nella date della manifestazione), ma i conti veri andranno fatti alla fine. Anche perché, come ha sottolineato recentemente Tom Jenkins, ceo di Etoa - European tour operator association), «esiste sempre una percezione distorta sul numero dei visitatori di una città durante le Olimpiadi. Nella realtà, i Giochi attraggono soprattutto il pubblico locale, le delegazioni corporate e uno zoccolo duro di appassionati sportivi internazionali». - di Giorgio Maggi - Fonte: L'AgenziaDiViaggi.it