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Regno Unito, un turismo a vocazione d affari

Regno Unito, un turismo a vocazione d affari

27 Ottobre 2014

Anni bui il 2009 e 2010 "in parte recuperati ospitando i Giochi Olimpici e Paraolimpici a Londra nel 2012 e dalle azioni governative intraprese attraverso le campagne di attrazione dei turisti domestici e internazionali di Visit Britai", scrive la stampa inglese nei giorni che precedono il Wtm. Sull'onda delle Olimpiadi e del Giubileo di diamante (Diamond Jubilee, ndr) della monarchia, infatti, si è preso lo slancio della strategia che da qui al 2020 dovrebbe portare il Regno Unito ai 40 milioni di arrivi internazionali all'anno, per un giro d'affari di 31,3 miliardi di sterline. Attualmente i turisti internazionali si attestano a 32,8 milioni, mentre quelli domestici sono 122,9 milioni, cioè la quota più importante che genera 80 miliardi di contributi economici (dati 2013). E' interessante notare che, quanto ad incoming, "il turismo d'affari resta il maggior contributore, gli eventi legati alle imprese valgono 36 miliardi e dovrebbero salire a 48 nei prossimi sei anni". Certamente non aiuta la fama di Paese più caro del mondo: l'indice Weftt, che determina la competitività, classifica il Regno Unito al 138° posto di 140 nazioni totali.

Outgoing inglese

Come noto, gli inglesi sono appassionati viaggiatori. Le partenze internazionali sono diminuite di sole 100mila unità nel periodo della ricerca, a 58,5 milioni. L'Italia è sempre in testa ai desideri di viaggio, ma le destinazioni che hanno mietuto più successo nel 2013 sono state Messico, Tunisia e Marocco per il loro mix di cultura e spiagge. I viaggi verso di esse hanno raggiunto le quote di market share del 54% in Messico, 28,6% in Marocco e 17,1% in Tunisia.

L'industria

Patria dei big del turismo organizzato, in Uk gli intermediari delle vacanze hanno visto aumentare del 4% il business, a 35,6 miliardi di sterline. "Incrementi sia del traffico leisure che d'affari, associati alla crescita delle prenotazioni online", specifica il report, che infine passa all'analisi dei comparti industriali a cominciare dal trasporto aereo. Esso vale 28,3 miliardi (sempre di sterline), su del 2,7%. Quanto all'alberghiero, riporta segnali positivi del 7,5% a quasi 27 miliardi e un tasso di riempimento della capacità del 73,5% su base annuale. Un autentico record. Infine, il settore dell'autonoleggio: il car rental si posiziona come un servizio da 2,5 mld, beneficiando anch'esso dello slancio del turismo d'affari e degli eventi, incluso il World Travel Market che in quattro giorni genera valore per 2,2 miliardi dai contratti fra i professionisti del turismo da tutto il mondo. - Fonte: Guida Viaggi (di Paola Baldacci)