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AGENPARL - Corbella (ASTOI), fondi di garanzia per tutti i viaggiatori
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Roma, 01 set - Il fallimento del tour operator Viaggi del Ventaglio ha spinto il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, a rilanciare la proposta dell’istituzione di un nuovo e più efficace Fondo di garanzia per aiutare i viaggiatori in queste situazioni di emergenza. Una proposta da molto tempo sostenuta dall’Astoi, l’Associazione dei Tour Operator Italiani afferente a Federturismo Confindustria. Abbiamo ascoltato il parere del Presidente, Roberto Corbella.

 

Recentemente il ministro Frattini ha rilanciato la proposta di un Fondo di garanzia. E’ la stessa proposta che l’Astoi auspica da tempo, ma come funziona, nel dettaglio?

Il funzionamento è legato alla biglietteria: il viaggiatore che acquista un biglietto aereo per qualsiasi destinazione, tra i diritti d’imbarco che sono destinati a varie funzioni, dovrebbe versare anche questi 50 centesimi destinati a costituire il Fondo di garanzia. La differenza rispetto al Fondo già esistente è che questo coprirebbe tutti i viaggiatori, non solo quelli che hanno un pacchetto. Quindi se lei acquista un biglietto aereo singolo o fa un viaggio non organizzato, è comunque coperto dal Fondo, sia per il fallimento del vettore aereo, sia per i fallimenti dei tour operator, degli agenti di viaggio, ma anche per tutti quei casi in cui la Farnesina pone lo sconsiglio per una certa destinazione, come è successo per il vulcano islandese. Oltre che per rimpatriare quelli che sono già in giro, anche per rimborsare quelli che dovevano partire.

Chi aveva il dovere di denunciare il fallimento dei Viaggi del Ventaglio?

In realtà non c’era nessuno che poteva fare una denuncia specifica. Il Ventaglio è tra l’altro una società quotata in borsa. L’autorità competente, che è la Consob, l’aveva messa nella black list e poi aveva sospeso il titolo e sullo stesso sito, nel dettaglio, c’era tutta l’informazione rispetto al concordato preventivo che il Ventaglio stava cercando di porre in essere.

Come lei sa, questa è una procedura lunga e complessa che mirava a salvare la società. Poteva riuscire, ma poi il giudice ha ritenuto che non ci fossero i presupposti per salvarla e quindi ha deciso la settimana scorsa di decretarne il fallimento. Fino a quel momento nessuno avrebbe potuto dire con certezza  “fallisce” o “non fallisce”, anzi le dico di più, se mai qualcuno lo avesse fatto, avrebbe rischiato una denuncia penale per diffamazione, perché poi si sarebbe creata turbativa in borsa. Nessuno poteva dire nulla, si poteva solo monitorare. Quello che è successo di fatto è che nel settore, siccome tutti erano a conoscenza molto più di un consumatore classico di quelle che erano le vicende accadute nel corso degli ultimi anni, il mercato, soprattutto la distribuzione delle agenzie di viaggio, non ha scommesso sul Ventaglio, quindi non si vendeva il prodotto Ventaglio già da tempo. Ecco perché non ci sono molti viaggiatori in giro.

Al di là del fatto che il Ventaglio non è associato Astoi, lei riterrebbe opportuno un salvataggio della società stessa, dato che comunque il Ventaglio è il secondo tour operator in italia?

Primo, il Ventaglio era il numero due sul mercato, ma ormai negli ultimi anni aveva perso molte posizioni. C’è stata una fuoriuscita di tutti i manager più importanti che hanno costituito nuove compagnie, ha venduto tutti gli asset, tutti i villaggi, le compagnie aeree che aveva. Il Ventaglio, quindi, oggi non è neanche lontanamente paragonabile a quello di cinque anni fa. Secondo, io non credo nei salvataggi, credo che ogni impresa debba farcela con le sue risorse o casomai con le risorse delle banche, quindi con i modelli classici. Interventi esterni quasi mai funzionano, finiscono per essere semplicemente una distorsione del mercato e alla lunga non portano risultati. Se andiamo indietro nel tempo, ad esempio, c’è la storia Cit, una storia che è costata molti fondi e alla fine non ha portato il risultato sperato.

Come vi sareste comportati se il tour operator in fallimento fosse stato un vostro associato?

Non facciamo da questo punto di vista una differenza. Non appena abbiamo appreso il fallimento del Ventaglio, ho fatto chiamare la Farnesina, l’unità di crisi, e ho messo a disposizione le risorse dei nostri associati per i passeggeri che fossero eventualmente in difficoltà. Questo perché credo che in queste situazioni di emergenza, non si debbano fare distinguo. E’ infatti interesse del comparto tutelare al massimo i passeggeri, compatibilmente con quelle che sono le disponibilità, quindi noi abbiamo subito messo a disposizione il nostro aiuto e per fortuna non ce ne è stato bisogno, perché, come dicevo prima, passeggeri in giro non ce n’erano. Come principio, però, noi avremmo fatto la stessa cosa anche se fosse stato un nostro associato.

Quali strumenti ha il cittadino normale per tutelarsi quando si reca in agenzia o va su internet per acquistare un pacchetto turistico? Come fa a scegliere un tour operator affidabile?
Quando va in agenzia deve pretendere dall’agente, che di fatto è un consulente, di avere la giusta assistenza: “Aiutami a scegliere il prodotto che meglio corrisponde alle mie esigenze e dammi un prodotto che sia affidabile”. Chi è nel settore conosce tutti i fatti.
So però di alcuni agenti di viaggio che pur sconsigliando al passeggero di acquistare il prodotto Ventaglio, ricevevano dal passeggero una risposta come “No, ma io il Ventaglio lo conosco da tempo, mi sono sempre trovato bene, ci voglio andare”.

Su Internet è certo più complessa la situazione, nel senso che uno vede il sito del Ventaglio, un marchio che è sul mercato da tanto tempo ed è portato a dargli fiducia. Su Internet, per motivi di legge, la compagnia riportava le informative nella Home Page, perché era in concordato preventivo. Questo indica un periodo quanto meno difficile. E’ possibile che lo si superi, però non è garantito. Il limite della Rete è questo, è molto facile da usare, ci dà molte informazioni e opportunità, anche dei prodotti validi - quindi non voglio assolutamente criminalizzarla, sono un navigatore e utente di Internet spinto - però è difficile avere complete garanzie. Ecco perché ci battiamo per il Fondo. Il consumatore non può essere un esperto. Il Fondo gli darebbe la dovuta serenità e le autorità competenti devono comunque vigilare. Ma ad esempio, le autorità che rilasciano le licenze sono le Province, queste hanno però la possibilità di revocare una licenza solo se un operatore ha creato problemi ai consumatori, non possono farlo in maniera preventiva. Questa è la nostra normativa. Però posso dirle che in altri paesi, come in Gran Bretagna dove la settimana scorsa è fallito un operatore lasciando parecchi passeggeri in giro, non esiste nemmeno la licenza. Non ci sono obblighi di nessuna sorta. Hanno mandato un messaggio dicendo che dalla mezzanotte non si sarebbe più operato. Però lì c’è un Fondo di garanzia efficace. Di Pietro Battistella