Avvenire Ed.Nazionale - Italiana rapita in Algeria «Portava aiuti ai poveri»
IN MANO AD AL QAIDA
A San Casciano Val di Pesa i familiari attendono in silenzio notizie di Maria Sandra Mariani, 53 anni, la donna di cui da giorni si sono perse le tracce Sarebbe nelle mani di un gruppo di fondamentalisti
«Ha sempre amato il deserto. Ora preghiamo perché la liberino al più presto.», raccontano nell'agriturismo di San Pancrazio (Firenze) dove la rapita è dipendente e si occupa dei rapporti coi turisti, e da dove manca per ferie dal 18 gennaio scorso. «Le sue vacanze - dicono - le trascorre lì da qualche anno; ci va quando per noi è bassa stagione e siamo chiusi. E nel deserto ha trovato anche un affetto». La sua amicizia con un gruppo di persone della regione di Djanet emerge anche dalla cerchia di parenti e conoscenti. Di recente amici algerini sarebbero stati suoi ospiti a San Casciano. Ad attendere notizie c'è anche Alessio Midollini, 35 anni, figlio della rapita, che è uscito all'esterno solo per dire di non volere intorno a casa telecamere e giornalisti. Anche altri parenti hanno ingaggiato discussioni con i media arrivati sul posto, ottenendo di far allontanare cronisti e telecamere tv dai pressi delle loro abitazioni, un borgo di case in aperta campagna al centro di una tenuta di proprietà. Per tutta la giornata c'è stata molta tensione, alimentata soprattutto dall'assenza di informazioni sulla sorte della donna. Ieri nel borgo dei Mariani sono arrivati anche il marito, da cui è separata, Carlo Midollini, e i suoceri. «Abbiamo parlato più volte con i familiari: ci hanno detto che vogliono il riserbo assoluto su questa vicenda che li sta colpendo - ha detto il sindaco di San Casciano, Massimiliano Pescini -. Come comunità siamo vicini alla famiglia e rispettiamo la volontà». Il parroco, don Massimiliano Gori, ha invitato i «fedeli a pregare affinché il Signore illumini le menti dei rapitori».
Polemica aperta tra l'Astoi, l'Associazione dei tour operator della Confindustria e il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Oggetto della disputa la sua idea di lanciare il progetto "Vacanze sicure", un servizio di informazioni nato con lo scopo di fornire chiarimenti per prevenire emergenze di tipo geopolitico, com'è capitato recentemente in Egitto o in Tunisia. Immediata la risposta del presidente dell'Astoi Roberto Corbella, secondo il quale quest'attività viene svolta «egregiamente dal Ministero degli esteri». Polemiche anche per la scelta della Brambilla di inserire il Marocco tra i Paesi a rischio. «Non è assolutamente un Paese "sconsigliato". Ci chiediamo - è stata la replica- se il ministro non stia facendo del terrorismo sui viaggi all'estero». Gli amici pisani: «Ha sempre amato il Sahara Preghiamo perché la liberino al più presto»












































