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Giornale del Turismo - Associazioni di settore, il 2010 senza ponti non frenerà il turismo
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La penuria di ponti lunghi che si prospetta col calendario del 2010 non spaventa gli addetti ai lavori del turismo italiano, in primis le agenzie di viaggi. Questa situazione, argomentano, non frenerà le prospettive del settore, il quale a detta di alcuni potrebbe anzi evidenziare una piccola ma significativa ripresa nel corso del primo semestre dell’anno. Ma al di là di questo, i protagonisti del turismo italiano tendono a selezionare gli effetti in termini di fatturato di alcune festività, giudicando ad esempio “insignificant” il peso di quelle di Ferragosto, Natale e Santo Stefano. Una marcata indifferenza alla riduzione di ponti lunghi nel 2010 la esprime Roberto Corbella, presidente dell’Astoi, l’Associazione dei tour operator della Confindustria. “Il fattore ‘ponti’ – spiega – non sarà determinante sull’andamento del turismo italiano, anche se – ammette – non mi nascondo che i buoni fatturati archiviati nelle recenti festività natalizie siano stati aiutati dal calendario favorevole. E ritengo anche possibile un impatto negativo sui voli a a breve e medio raggio. Tuttavia – rileva Corbella – credo che possiamo reggere bene lo stesso, confidando nella buona tenuta delle altre festività, rinunciando senza troppi problemi ai ponti del 25 aprile, del primo maggio, Ferragosto e Natale”. Sulla stessa linea il presidente della Fiavet-Confcommercio Giuseppe Cassarà: “Per noi agenzie di viaggi non è un dramma, anzi credo che possa tornarci utile perché la mancanza di ponti lunghi spinge i turisti a programmare ex-novo una vacanza. Sono quindi convinto che questa situazione possa rappresentare per le 6.000 agenzie di viaggi che rappresento un buon momento di sviluppo”. Allo stesso modo John Winteler, presidente di Federturismo, spiega che “nel corso di un anno non si può aver paura di una non felice combinazione del calendario. Tanto più che a livello di ordinativi già si intravedono segnali positivi a Pasqua e più in generale in primavera”. Non drammatizza neanche Federalberghi, la quale, pur ammettendo “la perdita economica che la mancanza di ponti lunghi produrrà sul turismo italiano”, si dice sicura di potersi riscattare nelle altre festività a disposizione.