Il Sole 24 Ore - Allarme sui fondi per promuovere gli arrivi dall'estero
Competitività. Gli operatori chiedono un cambio di strategia
La bilancia dei pagamenti turistica italiana l'anno scorso ha registrato un saldo positivo di 8,8 miliardi con un incremento dell'1,1% della spesa degli stranieri, ma il nostro Paese resta quinto nella classifica Unwto (l'Agenzia Onu per il turismo) per arrivi internazionali, superato da Francia, Stati Uniti, Cina e Spagna. Non agevola poi il complicato caso del rinnovo del vertice Enit che ha spinto Assoturismo-Confesercenti e Federturismo-Confindustria a comunicare al ministro Brambilla che non parteciperanno a tavoli, gruppi di lavoro e riunioni tecniche, finché non avranno ricevuto una risposta formale sul loro coinvolgimento nel processo di rinnovo degli organismi dell'ente.
Abbiamo bisogno di porre il turismo al centro di politica delle infrastrutture, trasporti, sicurezza, decoro urbano, ambiente.Per recuperare competitività dovremmo tornare ad una governance coordinata del settore e dovremmo disporre di un piano strategico che detti le linee del suo sviluppo».
Aggiunge Roberto Corbella, presidente Astoi: «Non possiamo competere con destinazioni che offrono prezzi bassissimi perché noi ci posizioniamo su una fascia medio-alta. Dobbiamo invece puntare su una sorta di garanzia di soddisfazione di cui si dovrebbe fare portavoce il sistema paese per promettere a chi ci sceglie che avrà la garanzia di servizi, assistenza, anche e soprattutto in caso di disguidi, e di una vacanza di qualità. Tutto questo comporta un enorme sforzo da parte di pubblico e privato. Basta campagne promozionali spot all'estero: serve un piano strategico, capire su quali mercati puntare».
«Molte aree del paese - sottolinea Francesco Granese, direttore generale Assotravel - si lanciano per uno o due anni nella comunicazione sui mercati internazionali, ma poi smettono: la continuità, invece, è importante, lo dimostrano Spagna o Grecia. Oggi, con la globalizzazione, la concorrenza arriva da qualsiasi paese perciò bisogna darsi un'identità, distinguersi dagli altri, connotarsi per attirare turisti per esempio su sport, enogastronomia o benessere. È necessario focalizzarsi su target precisi per un'offerta turistica studiata».
Resta il nodo mobilità. «L'Italia deve essere raggiungibile nel modo più semplice e al minor costo possibile - commenta Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi -. Perciò ben vengano i nuovi collegamenti soprattutto verso i paesi turisticamente importanti come Cina e Brasile. Ma non solo: è necessario implementare la rete ferroviaria per i collegamenti interni. È difficile raggiungere una destinazione come l'Umbria, oggi regione turisticamente molto interessante». Quanto alla promozione «bisogna concentrare le risorse promozionali dei singoli enti per fare massa critica e promuovere tutto il sistema verso mercati, come Cina e India, che conoscono poco l'Europa, figuriamoci le singole regioni o province italiane».












































