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Promuovitalia sotto inchiesta

Promuovitalia sotto inchiesta

13 Ottobre 2014

Nel preventivo di bilancio 2013, ad esempio, tra politiche del turismo e incentivi delle imprese sono previsti circa 15 milioni di euro di finanziamenti. Ai vertici di Promuovitalia c è il presidente Costanzo Iannotti Pecci, rappresentante di Confindustria (guida Federterme), mentre il suo vice è Massimo Ostillio, ex portavoce di Clemente Mastella, ex assessore al Turismo della Regione Puglia e anche ex sottosegretario nei governi Amato e D Alema. Il vicepresidente Ostillio nel 2009 rispose alle domande di alcuni giornalisti quando un imprenditore, nell ambito dell inchiesta sul giro di escort di Tarantini, parlò di un assessore pugliese che avrebbe trascorso venti giorni in Qatar con Patrizia D Addario. Nessuna indagine, solo gossip. All epoca,

Ostillio spiegò di essere stato tre giorni in Qatar, alla presenza anche di Michela Vittoria Brambilla e di alcuni imprenditori, ma senza la D Addario. Storie passate. Adesso Ostillio si ritrova a dover gestire la difficile partita della liquidata Promuovitalia, controllata al 100 per cento dall Enit, l agenzia nazionale del turismo, che di certo non gode di migliore salute: anche questo ente che dovrebbe promuovere il made in Italy è finito sotto inchiesta, dopo la denuncia di un associazione sulla presunta irregolarità della nomina dell attuale direttore generale e sulla quale farà luce la magistratura.

Per quanto riguarda Promuovitalia, invece, le indagini sono due. La prima, di cui è titolare il pm Alberto Galanti, nasce dalla denuncia dell ex direttore generale Francesco Montera, licenziato nell ottobre 2013. Sul licenziamento si è già pronunciato tribunale del lavoro che ha respinto il ricorso di Montera. Davanti al pm però l ex dg ha raccontato alcune irregolarità nella gestione dei fondi destinati ad alcuni progetti, ad esempio quello denominato "Lavoro e sviluppo Turismo", che si svolgevano nelle regioni del Centro e del Sud.

PROMUOVITALIA, secondo la denuncia, forniva ai tirocinanti alloggi idonei " stipulando contratti di locazione il cui onere economico ricadeva in capo alla società". Afferma Montera che "il dottor Bussandri (responsabile dei progetti) aveva autorizzato la stipula di almeno 60 contratti di locazione (dal 2006 al 2012) con riferimento a due immobili a Piacenza" che risultano "intestati alla madre del Bussandri, deceduta a marzo 2012" e "al Bussandri". L' affitto pagato per questi immobili avrebbe così arrecato al responsabile del progetto un "vantaggio patrimoniale" di oltre 300 mila euro. Bussandri, secondo quanto riportato nella denuncia, non avrebbe subito alcuna sanzione, anzi gli sarebbe stata di nuovo attribuita la responsabilità del progetto "Lavoro e Sviluppo 4".

A questa accusa i vertici di Promuovitalia rispondono di aver ricevuto "una nota di autorizzazione (a firma dell ex ad dell azienda Ceccarelli) con la quale era consentito al Bussandri di partecipare, unitamente ai propri familiari, alle procedure per l acquisizione di fornitura di servizi". A fare chiarezza sarà la magistratura: solo una settimana fa gli uomini della Guardia di finanza hanno acquisito la documentazione nella sede vicino Largo Chigi. Ma quella dell ex direttore generale è solo la prima di una serie di denunce che raccontano lo scontro interno all ente. Anche i vertici di Promuovitalia hanno sporto querela (il titolare dell' indagine è il pm Nadia Plastina) per accesso abusivo a sistema informatico, danneggiamento informatico, cancellazione illecita e falsificazione di dati aziendali. Un aspetto già segnalato al Garante della privacy da due ex manager.

Al di là del caos e delle beghe personali, sono i conti che spaventano. A parlare sono i bilanci, cifre da capogiro. Nel 2012 sono stati spesi 5,8 milioni di euro per le retribuzioni di cento dipendenti, tra i quali solo sei dirigenti. Per i tirocinanti sono stati spesi più di due milioni di euro. Costi ridotti nel 2013. Secondo il progetto di bilancio ancora da approvare l ' ente l ' anno scorso ha ricevuto finanziamenti pubblici per poco meno di 15 milioni di euro: 11.821.000 euro dal ministero dei Beni culturali, altri 2.932.000 euro dal ministero dello Sviluppo economico. I costi del personale nel 2013 ammontano a 4.397.000 euro; per le collaborazioni a progetto 2.338.000 euro; 51 mila euro sono destinati alle collaborazioni occasionali e 934 mila euro ai tirocinanti. - Fonte: Il Fatto Quotidiano (di Valeria Pacelli)