Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
News Turismo
Prima di partire occhio al meteo ma 46% parte anche con brutto tempo

Prima di partire occhio al meteo ma 46% parte anche con brutto tempo

04 Novembre 2014

Il primo elemento analizzato è relativo alla quota di italiani che consulta le previsioni meteo prima di partire per un soggiorno in montagna: ben il 48,1% dei connazionali dichiara di "consultare sempre le previsioni meteo prima di andare in vacanza". Vi è poi un'ulteriore quota del 30,8% che afferma di consultarle "qualche volta", mentre il 15,4% "generalmente non consulta le previsioni meteo". Solo il 5,8% degli italiani afferma chiaramente: "non le consulto".

Ma il dato più rilevante è, di certo, la quota di coloro che decidono di partire comunque, indipendentemente dalle previsioni meteo: il 46,2%. L'altra quota rilevante è data dal 39,6% che afferma di "aspettare prima di decidere", e di controllare nuovamente le previsioni sotto data. Per il resto, il 6,6% complessivo decide di "non partire" (4,4%) o "annullare la prenotazione" (2,2%), mentre il 4,4% degli italiani preferisce "rinviare il viaggio" ad altra data. Le scelte sono condizionate dalla tipologia di soggiorno: tanto più il soggiorno è breve, tanto più è alto il rischio di "abbandono" della vacanza; dall'area di provenienza: tanto più l'ospite è residente in aree di prossimità, tanto più si innalza il rischio di annullamento del soggiorno.

Lo studio analizza anche la visione che gli operatori della filiera turistica della montagna bianca italiana. Per l'81,8% i clienti consultano "sempre le previsioni meteo prima di partire" e, in caso di previsioni negative, ben il 17,6% dei clienti "annulla la prenotazione" mentre il 26,5% "rinvia il viaggio ad altra data". Altissima la quota dei clienti che, sempre secondo gli operatori turistici, non parte in caso di previsioni negative: il 20,6% della clientela.

Gli operatori chiedono a tutti coloro che si occupano di previsioni meteo due "attenzioni": l'utilizzo di termini più moderati, perché, sostengono, vi è spesso un eccesso di allarmismo, e di fare meno folklore, perché negli ultimi due anni non c'è stato un anticiclone a cui non sia stato dato un nome, spesso mitologico, che ha agito spesso negativamente sulla psicologia degli italiani. - Fonte: Travelnostop.com