La nube islandese. Verso la normalità. Al decollo un volo su tre
Dopo cinque giorni di pesanti disagi per il blocco dei voli aerei a causa della nube vulcanica islandese, ieri si è ripreso a volare nei cieli europei. Avanti adagio, Italia compresa, secondo le disposizioni dell'Enac, e a singhiozzo: visto che in alcuni paesi gli scali sono rimasti chiusi o sono stati riaperti più tardi.
Un sollievo per i turisti e gli altri viaggiatori in attesa da giorni di partire, ma in tanti dovranno ancora avere pazienza: prima che la situazione si normalizzi servirà del tempo. E così continuano i bivacchi negli scali, le lunghe file ai check-in, le code alle biglietterie, in attesa che riprenda la normale programmazione dei voli.
In Italia fra le 8 e le 18, secondo l'Enav, l'ente nazionale di assistenza, i voli effettuati sono stati 2.044, meno del 40% del totale (tra i 5.500 e i 6mila) durante la normale programmazione. Alitalia comunica di aver operato 580 voli, pari all'80% di una giornata normale. Sea, l'ente di gestione degli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa, ha comunicato che complessivamente sono atterrati o decollati 330 aerei sugli 891 previsti. In particolare a Malpensa, dopo la riapertura dello spazio aereo alle 8 di ieri mattina, sono stati 71 i voli in arrivo e 74 quelli in partenza, mentre ne erano previsti rispettivamente 300 e 288. A Linate si è trattato invece di 94 aerei in arrivo e 91 in partenza, contro i 157 e i 146 previsti. Per Malpensa la società fa notare che il via libera ai voli internazionali, che rappresentano il grosso del traffico dello scalo, è arrivato solo a mezzogiorno. Per di più EasyJet e Lufthansa - attualmente i principali clienti di Sea a Malpensa - riprenderanno a far volare solo oggi.
Dalla Lombardia al Lazio, fino alle 19 di ieri all'aeroporto romano di Fiumicino sono stati cancellati 152 voli dei quali 81 in arrivo e 71 in partenza. Dallo scalo romano sono inoltre partiti per scali in precedenza chiusi 125 voli, dei quali 87 voli nazionali e 38 internazionali. Ne sono arrivati, sempre da scali prima chiusi, 49 nazionali e 82 internazionali. Ogni giorno i movimenti (decolli e atterraggi) sono circa 900.
La Società aeroporti di Roma (Adr) ha fatto sapere che le cancellazioni sono nettamente calate rispetto a lunedì, ad eccezione dei voli diretti in Gran Bretagna, Germania, Polonia, Danimarca e Norvegia (che hanno gli spazi aerei ancora chiusi). Ha comunicato inoltre che nei terminal 1 e 3 c'erano ancora file di passeggeri diretti per la maggior parte in gran Bretagna e Germania. Nel terminal 2 circa 120 brandine rimangono ancora allineate e disponibili per ogni evenienza.
Ancora problemi anche negli altri aerporti italiani. A Olbia un Boeing 737 della Air Berlin è rimasto bloccato per la sospetta presenza di ceneri vulcaniche nei motori. Il velivolo sarebbe dovuto partire dallo scalo sardo per Francoforte: il decollo è stato prima ritardato e poi annullato dopo che una ispezione visiva aveva accertato qualcosa di anomalo sulle turbine dei reattori. A Venezia la Protezione civile ha approntato un'area per consentire ai passeggeri di pernottare, in attesa della riapertura degli spazi aerei.












































