Per il rilancio del turismo si punta anche sul golf
Sarà l'effetto Matteo Manassero,che domenica scorsa al Masters di Augusta ha portato a casa, come unico dilettante e a soli 17 anni, la coppa riservata agli amateurs e vinta nel '95 dal re del golf mondiale Tiger Woods (ne aveva 19 di anni). Fatto sta che, nella riunione del preconsiglio di ieri, il ministro per il Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha ottenuto il via libera al ddl per incentivare il turismo sportivo.
Il provvedimento, che sarà esaminato dal Consiglio dei ministri venerdì prossimo, si compone di quattro articoli e nella sostanza si prefigge di garantire l'estensione "sociale" del golf anche come traino al turismo sostenibile ed ecocompatibile. Ritenendolo dunque un settore strategico, sebbene oggi in Italia - come sottolinea la relazione al Ddl - il golf sia riservato a pochi soggetti. E questo anche perché, sostiene il governo, è sempre mancata una seria politica finalizzata a incentivare e diffondere la pratica del gioco e lo sviluppo del suo business.
E se sul green l'Italia inizia a sfoderare i suoi campioncini come Manassero, il confronto con gli altri paesi in termini di strutture, sempre secondo il ministero, è impietoso. Lungo lo Stivale oggi esistono 200 percorsi anche se la richiesta è crescente. Tuttavia, le attuali strutture non sono state costruite per attrarre turisti. Negli altri paesi i campi da golf sono dotati di resort destinati a ospitare i "turisti golfisti". Con la possibilità di organizzare attività collaterali come gite, escursioni, mostre e conferenze in grado di attirare turisti, clienti e giocatori.












































