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Con i fondi dello Stato l' Enit non riuscirà fare promozione
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«Per ogni euro investito da noi, ne rientrano 100. Qual è quell'azienda che ha performance simili?» Un buon ritorno. PARLA IL DIRETTORE GENERALE, PAOLO RUBINO GIUSEPPE ALOÈ
MILANO - Partiamo dalle cose che bruciano di più. Poi magari ci mettiamo a discutere di bilanci e sviluppo. Del resto Paolo Rubino, direttore generale dell'Ente,

non è tipo d'uomo che ama i giri di parole. Insomma a quanto ammontano i fondi che il governo centrale ha stanziato per l'attività di promozione dell'Enit nel 2010? «Allora, siamo passati da 33 milioni di euro a 24 milioni di euro....» Pochini... « Esattamente , con questo stanziamento l'Enit non può fare promozione. Io vorrei dire in modo molto pacato, che il taglio dei fondi all'Enit è incompatibile con l'attività che svolge l'ente. «Siamo un'agenzia di promozione. Se non abbiamo possibilità di investire in promozione, mi dice lei come riusciamo a sviluppare il programma che ci siamo dati?» Non saprei.

In effetti la situazione non sembra molto brillante. Tutt'altro. «Anche perché, e questo è un dato palese, per ogni euro speso nella promozione del nostro Paese, ne rientrano 100. Mi dica qual è l'azienda o l'ente che a fronte di un investimento di 1 euro ne produce 100?» Nessuno... «Appunto, nessuna azienda ha un tasso di rendimento così alto. Per questo motivo dico che è incomprensibile». Altra dolente nota: il coordinamento con le regioni. «Guardi che la diversità regionale è un valore al quale non si può e non si deve rinunciare. Ma il problema non è questo. Bisogna che la proposta turistica venga confezionata e indirizzata in modo univoco, con intensa attività di pr, con un piano di marketing strategico. Su questi argomenti, me lo lasci dire, noi, all'Enit, siamo più bravi delle regioni...» Ma le regioni non amano il controllo... «Non si tratta di controllo ma di un modo migliore di promuoversi e di presentarsi. Io sono sicuro che con la riforma Brunetta, che prevede la trasparenza e la misurabilità della Pubblica amministrazione, molte di queste incongruenze si esauriranno naturalmente, perché anche le regioni dovranno collegarsi le spese con i ricavi». Speriamo. E senta, quali sono i mercati sui quali punterete nell'anno in corso? «Noi puntiamo ad un importante recupero sui mercati maturi, tipo Gran Bretagna, Usa, Brasile, Germania. Ma ci interessano anche i mercati emergenti, per i quali ci vuole un tipo di prodotto particolare. Del resto il nostro è il Paese dei turismi. Non crede?»  Fonte: Travel Quotidiano