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Rassegna stampa Astoi
Mission n. 4/2011_Il nascondino delle fee

Mission n. 4/2011_Il nascondino delle fee

29 Luglio 2011

Attualità

ANTITRUST

In Europa e negli Usa piovono sanzioni sulle compagnie aeree, low cost e tradizionali, accusate di scarsa trasparenza tariffaria.

Le fee dei fornitori di servizi di viaggio, queste sconosciute. Almeno, sino a oggi. I consumatori di tutto il mondo, infatti, stanno progressivamente acquisendo forza e consapevolezza, attivando le proprie lobby di riferimento, per esigere chiarezza e regolamentazioni sul fronte dei costi dei biglietti aerei acquistati sul web, direttamente dai siti delle compagnie aeree o da quelli delle agenzie di viaggi online.

E a metà maggio, grazie alle segnalazioni ricevute proprio dalle associazioni dei consumatori, l'Antitrust italiano ha sanzionato Alitalia, Blu-express, Germanwings e Air Italy (ma altre tre compagnie europee sono sotto osservazione) con una multa complessiva di 285mila euro per la poca chiarezza nelle modalità di presentazione e offerta del prezzo del biglietto: a fine prenotazione, infatti, venivano addebitate agli utenti le commissioni per il pagamento effettuato con la carta di credito ma, in base al Codice del Consumo, è stata ritenuta scorretta la separata applicazione, nonché la mancata o incompleta informazione in merito al supplemento della carta di credito rispetto al prezzo del volo che, chiaramente, lievitava in misura consistente rispetto a quello pubblicizzato o scelto fra le offerte tariffarie.

E se è vero che le compagnie aeree devono sostenere i costi effettivi dei circuiti come, per esempio, Visa e Mastercard, è altrettanto vero che il supplemento veniva calcolato in misura superiore rappresentando, quindi, una fonte di ricavo. E non finisce qui. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha anche giudicato scorretta la scelta, effettuata da Alitalia e Germanwings, di pubblicare sul web solo in lingua inglese le condizioni tariffarie o le condizioni generali di trasporto che il consumatore deve necessariamente accettare per perfezionare l'acquisto.

Antitrust in azione

A oggi, per la cronaca, solo una compagnia aerea ha diramato una comunicazione ufficiale di risposta. È Blue Panorama Airlines (proprietaria di Blu-express) che ha annunciato il ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento emesso dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La compagnia, infatti, sostiene che il sito www.blu-express.com "offre ai consumatori la possibilità di accedere a uno strumento di pagamento a titolo gratuito, in relazione al quale, dunque, non viene applicata alcuna commissione" e ricorda che le spese di gestione amministrativa sono messe in evidenza nella home page, oltre a essere tra le più basse di Europa.

Ma l'attenzione dell'Antitrust non si è concentrata solo sulle compagnie aeree e il Garante sembra aver iniziato una vera e propria battaglia contro il mal costume degli importi non trasparenti, forte anche della crescente diffusione in Italia del web come strumento per prenotare servizi turistici.

Secondo una ricerca Astoi-Demoskopea, infatti, non solo il 43% dei nostri connazionali prenota i propri viaggi su Internet, ma sono i biglietti aerei il bene più acquistato, attestandosi all'83%. Non stupisce, allora, che anche le agenzie online siano sotto osservazione tanto che, a marzo, l'Antitrust ha multato Expedia, eDreams e Opodo per 415mila euro complessivi (nel dettaglio: Expedia Inc. 210mila euro, Expedia Italy 45mila euro, eDreams 135mila euro e Opodo Italia 25mila euro).

In merito alla vicenda, le reazioni del mondo delle agenzie di viaggio "tradizionali" non potevano che essere positive, come confermano le parole di Amalio Guerra, presidente di Assoviaggi-Confesercenti: «II provvedimento dell'Antitrust ha colpito il finto "low cost", ponendo in evidenza una situazione problematica e imbarazzante da lungo tempo. Internet è uno strumento fondamentale anche per il settore turistico, ma va usato correttamente e