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Mission - Caso Alitalia: cosa ne pensano le Tmc

Mission - Caso Alitalia: cosa ne pensano le Tmc

02 Maggio 2017

Ad alta quota Alitalia


È legittima la preoccupazione delle travel management company, che generano il maggior numero di vendite per la compagnia aerea e che rischiano di veder svanire la commissione dell'1% sui biglietti prenotati. Manca però una posizione comune di tutti gli attori coinvolti 


La preoccupazione per i lavoratori di Alitalia la si vede e la si legge dappertutto, così come per i possessori di biglietti del vettore (e dei soci Millemiglia), ma molto poco si sa di chi Alitalia l'ha supportata per anni, vendendo i suoi biglietti e servizi, ovvero il mondo delle Tmc e della distribuzione. Ad esempio, non tutti sanno che sono il gruppo Uvet e le altre Tmc a produrre il maggior numero di vendite per la compagnia.

 

Malgrado ciò, manca la coesione per rapportarsi unitariamente con il vettore in momenti di difficoltà come questo: «Non c'è una posizione comune, il che è un male atavico del nostro settore, e anche per questo ne paghiamo le conseguenze» commenta Davide Rosi (foto a destra), ceo & general manager di BCD Travel, che vede nero sul futuro di Alitalia: «È un film già visto, e non si è imparato nulla dal passato. Ancora non si riesce a quantificare quale sarà l'impatto sulla distribuzione. Naturalmente tutti speriamo che il commissariamento porti a una continuità dell'attività e che il business vada avanti, ma credo che questa volta sarà tutto molto più difficile. E quindi ci toccherà mettere a bilancio 2016 per le fatture di incentivazione già emesse crediti non privilegiati, mentre per i quattro mesi di lavoro del 2017 praticamente abbiamo lavorato gratuitamente». La distribuzione infatti guadagna la commissione d'uso che è dell'1% lordo, ovvero circa lo 0,54 netto, più delle over. Che naturalmente non verranno mai considerate crediti privilegiati dai Commissari. «Nel 2008, ad esempio, i distributori non hanno preso una lira» rincara la dose Rosi, che "attacca" la posizione dominante da parte delle compagnie, «con lata e Bsp, attraverso le quali si vendono i biglietti, pagando però una fidejussione per garantire le compagnie, sottostando a rigide procedure operative e finanziarie e a contratti di incentivazione basati sugli obiettivi di crescita delle compagnie stesse e non sulle strategie commerciali della distribuzione, ottenendo un compenso figurativo che in molti casi non copre neppure i costi della fidejussione». 

 

Una posizione che, seppur con toni meno "vigorosi", esprime anche Simone Frigerio, sales & marketing director di Frigerio Viaggi: «Per affrontare l'impatto della situazione di Alitalia sul nostro settore sarebbe più adeguata una gestione a livello di categoria. Inoltre, il pagamento bimestrale delle commissioni attraverso il Bsp porterebbe a un maggiore sostegno del vettore da parte del mercato» spiega Frigerio che, da parte sua, sottolinea che «noi, malgrado le rassicurazioni del vettore circa l'operatività, stiamo monitorando con estrema attenzione le prenotazioni. L'obiettivo è duplice: limitare eventuali problematiche gestionali con le aziende clienti ed evitare ipotetiche revocatorie. Una cautela necessaria, considerando che con il precedente commissariamento ci fu la revoca delle commissioni d'agenzia, risolta solo nel 2016 attraverso diversi ricorsi». E sulle aziende clienti commenta che le «richieste di ri-protezione arrivano soprattutto da coloro che hanno una programmazione per l'autunno-inverno. Per le partenze sotto data e per quelle previste per i prossimi mesi ci chiedono rassicurazioni sull'operatività e indicazioni sull'evoluzione del vettore». Cosa che fa ovviamente anche Bcd Travel: «Nei confronti delle aziende clienti non facciamo altro che rafforzare la nostra posizione di consulenza, ma poi decidono loro. Naturalmente diamo i giusti suggerimenti caso per caso. Inevitabili infatti diverse richieste di cambio biglietto» spiega Rosi. 

 

Una preoccupazione che è certamente più forte per il post commissariamento: «Siamo preoccupati per la stagione invernale e solo se tutelati potremo confermare gli acquisti» commenta Nardo Filippetti, presidente Astoi, anche di fronte alle tante rotte leisure lanciate dal vettore, non ultima quella sulle Maldive, beffardamente in orario per ottobre. 

 

Agenzie che Ivano Zilio, presidente di Primarete Network e consigliere nazionale F.t.o, Federazione Turismo Organizzato, vuole difendere anche in Rete lanciando l'hashtag #alitaliaabbiamogiadato. • di Alberto Vita