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Mercato inglese fuori dalla crisi

Mercato inglese fuori dalla crisi

27 Ottobre 2014

Da rilevare che secondo i dati Bankitalia i viaggiatori britannici arrivati nel Belpaese sono molti di più, cioè 3,6 milioni, per effetto di metodologie di conteggio differenti rispetto all'Istat inglese. "La crescita economica sostenuta, che prosegue in questo 2014, e l'apprezzamento della sterlina nei confronti dell'euro, hanno determinato l'incremento dei viaggi - continua il direttore -. Il Regno Unito ha gettato completamente alle spalle la recessione e anche la disoccupazione è stata arginata".

L'incremento

Ciò che risulta significativo è il fatto che l'incremento degli arrivi, pari al 7,6%, sia di gran lunga superiore ai competitor come la Francia, gli Stati Uniti e l'Irlanda, destinazioni outgoing che hanno visto migliorare i risultati di pochi decimali; solo la Spagna - che detiene il 20% di market share - ci contrasta con un +5,6% e tiene salda la prima posizione nelle preferenze di viaggio. Sui pernottamenti, però, la strada da percorrere è ancora lunga: gli spagnoli ne incassano 107 milioni. "E la Germania incalza parecchio, sono stati molto bravi nella promozione", aggiunge Scoyni. Al sesto posto, il Paese della Merkel accoglie per ora 2,4 milioni di arrivi. Per quanto riguarda l'Italia, l'auspicio è il ritorno ai 3 milioni e mezzo del 2005.

Competitor

La competizione in tema di promozione e budget si gioca con Paesi come la Spagna, la Germania, l'Irlanda e Paesi mediterranei come Cipro e Turchia, che investono cospicue risorse in pubblicità. La stessa Malta ha un budget superiore a quello in dotazione all'ente di promozione italiano, che è tornato a impegnare risorse importanti quest'anno dopo un triennio di silenzio. La campagna da 700mila euro, da fine marzo a questo autunno, con la coda delle azioni sulla stampa turistica cartacea e una diffusione ampia in metropolitane, autobus e centri commerciali in primavera per sollecitare le decisioni delle vacanze estive, ha avuto riscontri positivi secondo le prime stime. "Quando avremo i dati del 2014 noteremo certamente gli spostamenti influenzati dalla pubblicità, ampiamente apprezzata per il livello qualitativo. Sarebbe importante dare continuità su queste iniziative". La campagna ha fatto parte di un investimento più ampio, per 5 milioni di euro, in Francia, Germania e Russia oltre che nel Regno Unito.

Italia cara

Eppure l'Italia non è a buon mercato. "E' percepita come una destinazione dove si spende di più, perché ci sono molte cose da fare e da vedere". L'Abtoi (Association of British Travel Organisers to Italy) spiega che nel 2014 "convenienza e competitività dei prezzi sono state tra le questioni più discusse tra gli stessi membri che si sono attivati per soddisfare queste esigenze riportate dai propri clienti". Da questo punto di vista, in alcune zone l'Italia si presenta favorita rispetto ad altre maggiori destinazioni europee e la qualità delle infrastrutture turistiche è pressoché buona. "Una piccola percentuale di operatori fa notare un sostanziale declino per la 'seconda vacanza' dei turisti che viaggiano da maggio a ottobre, particolarmente per le vacanze a tema".

Toscana e Campania rimangono popolari e la Costiera amalfitana mantiene il primo posto come destinazione preferita. In aumento le richieste per la Puglia e la Sicilia. Altro elemento di successo è stato il city break e gli operatori riportano un nuovo interesse per vacanze itineranti con l'utilizzo del treno. Venezia è risultata la principale città in concorrenza con Roma e Firenze. Il turismo invernale e sciistico è rimasto stabile, con la segnalazione di problematiche relative alla comunicazione durante i mesi di chiusura delle strutture e dei servizi annessi nei resort, con la conseguenza del reindirizzamento di alte percentuali di richieste ad altre destinazioni, come ad esempio Francia ed Austria. - Fonte: Guida Viaggi (di Paola Baldacci)