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La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
L'Unione Sarda - L'allarme di Confindustria

L'Unione Sarda - L'allarme di Confindustria

06 Luglio 2013


I viaggi del disastro: due milioni i passeggeri in meno

Più di due milioni di passeggeri in meno nei porti sardi tra il 2010 e il 2012. Con tutte le conseguenze del caso: meno arrivi e meno ospiti nelle strutture ricettive della Sardegna. Nello stesso periodo sono andati in fumo ben 2 milioni e 780 mila pernottamenti sull'Isola. Un disastro.

L ASSOCIAZIONE. I dati del triennio nero del turismo sono stati citati nell'assemblea annuale di Astoi Confindustria Viaggi (l'associazione degli imprenditori turistici), che si svolge a Porto Cervo. Il segno meno riguarda soprattutto il traffico nei principali scali marittimi sardi che, nel periodo 2010-2012, subisce un decremento del 28,83 per cento. Mentre per quanto riguarda il traffico aeroportuale dal 2011 al 2012, il calo è stato contenuto, meno 1,08%, pari a 76 mila passeggeri in meno. «Un calo di presenze ormai strutturale», dice il presidente di Astoi, Nardo Filippetti, dovuto sì alla crisi dei trasporti, «ma anche ad altri fattori come il cattivo rapporto qualità-prezzo,scarsa innovazione di prodotto, nuove logiche distributive, mancato adeguamento alla rapida evoluzione delladomanda».

Gli ha subito risposto l'assessore al Turismo della Regione, Luigi Crisponi: «Mettiamo adisposizione il paradiso terrestre e noi pretendiamo che se da questa terra si prende è necessario restituire con gli interessi, perché per effetto di tutti i giochetti sulla pelle del popolo sardo mancano all'appello oltre un 1,3 milioni di presenze. In tre anni sono stati persi 5 milioni di euro e 8 mila lavoratori, chiuse mille attività d'impresa l'anno e siamo preoccupati che l'economia del mare possa essere ulteriormente ferita».

IL MARE. In tutta Italia c'è un calo del- le presenze dell'8% tra i turisti che scelgono il mare: più accentuato tra gli italianicon una flessione prevista del 10% in termini di presenze e del 15% in termini di spesa. «Questi dati non cisorprendono», commenta Nardo Filippetti, presidente dell'associazione. In questa situazione, c'è chi resiste e chi soffre la crisi più di altri. «Alcune mete balneari italiane», continua Filippetti, «mantengonocomunque il loro appeal e fanno registrare, nonostante la crisi, buone performance», come il Salento, laRiviera Romagnola, la Sicilia e le isole Eolie. La Sardegna, «invece, non riesce a risollevarsi da un calo dipresenze che sembra essere ormai strutturale».

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