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La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
L'Imprenditore - Si rimettono in moto gli ingranaggi

L'Imprenditore - Si rimettono in moto gli ingranaggi

11 Giugno 2010
Un settore dalle grandi potenzialità, ma che sconta scarsa attenzione da parte delle Istituzioni e lamenta l'assenza di una programmazione vera. Il turismo non può più essere considerato una rendita di posizione, nemmeno nel Bel Paese.

Sarà un'estate all'insegna della ripresa, quella del turismo italiano. A dirlo sono le stime degli operatori, a ripeterlo gli umori che circolano nel comparto, a confermarlo le proiezioni dei centri di ricerca. L'appiglio per la risalita arriva da lontano: il miglioramento dell'economia globale dovrebbe aiutare a muovere gli ingranaggi del turismo mondiale, che il Wto indica in crescita del 3-4% nel 2010. L'incoming nel paese, dopo un 2009 che visto crollare presenze e fatturati, dovrebbe così registrare una netta riscossa. Il gap da colmare, sia chiaro, è profondo: secondo Bankitalia, nel 2009 le spese dei viaggiatori stranieri nel nostro paese sono diminuite del 7,2% (a 28.856 milioni di euro), quelle dei viaggiatori italiani all'estero, pari a 20.015 milioni di euro, del 4,3%. Che lo scorso anno sia stato critico lo dimostra anche il rapporto firmato dall'Osservatorio turistico-alberghiero. Il comparto dell'accoglienza ha infatti registrato un calo del 4,5% rispetto a due anni fa.

Ad assottigliarsi sono stati i flussi turistici di stranieri (-6,4% il calo dei pernottamenti rispetto al 2008), ma anche le presenze italiane, scese del 2,9% (a 137 milioni del 2009 dai 141,2 del 2008). La crisi non ha risparmiato nessuno: dai laghi alla montagna, dalle città d'arte, passando per il mare e i centri termali. "Il 2009? Un anno orribile", taglia corto Roberto Corbella, presidente Astoi, denunciando una flessione globale intorno al 10%. Ora però si guarda al futuro con rinnovata fiducia. Antonio Colombo, direttore generale Federturismo Confindustria, sottolinea che "i primi mesi del 2010 stanno evidenziando timidi segni di ripresa".

Lampi di ottimismo arrivano dal presidente dell'Enit, Matteo Marzotto: nelle scorse settimane ha segnalato che "il 2010 dimostra una certa reazione e per questo ipotizziamo 40 milioni di arrivi, per 4,5 giorni medi di presenza". Il sentiment generale è che il settore ritorni ai livelli del 2008, quando la crisi doveva ancora esplodere in tutta la sua potenza. Secondo le previsioni, i flussi di turisti stranieri dovrebbero insomma riprendere vitalità. L'obiettivo, confidano gli operatori, è rimanere nella top five dei paesi per quantità di valuta creata dal turismo straniero e generare un fatturato che vale 31-32 miliardi, il 10% del Pii. I segnali confortanti non mancano. La domanda turistica nel periodo pasquale si è attestata in crescita del 4% rispetto all'anno precedente, contro il +1 % stimato nella migliore delle ipotesi. I turisti in più sono arrivati dalla Germania, tradizionale base dell'incoming, in aumento si sono rivelati i flussi provenienti da Spagna (+33%), Olanda (+3,6%) e Austria (+8,2%). Ottimi gli incrementi delle prenotazioni da Stati Uniti, Canada, Brasile e Giappone.

"Il mese di marzo, turisticamente parlando, ha fatto registrare un forte recupero di arrivi e presenze alberghieri rispetto allo stesso periodo del 2009", afferma il presidente di FederalberghiConfturismo, Bernabò Bocca. Merito della politica dei prezzi praticata dalle imprese ricettive, che hanno prodotto un recupero di turisti, "anche se non ancora un recupero di fatturati", sottolinea Federalberghi. Ancor prima si era mosso in territorio positivo il mercato dell'accoglienza sulla neve. L'incremento registrato quest'anno nel periodo gennaio-marzo è stato del 40%: oltre 2,8 milioni di italiani hanno infatti trascorso una settimana in montagna contro i 2 milioni del 2009. A questi vanno aggiunte oltre 6,14 milioni di persone (5,8 milioni nel 2009) che nello stesso periodo sono state almeno una volta in località montane e sciistiche dell'Italia, per una crescita di quasi il 7%. L'estate potrebbe andare ancora meg