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TTG Italia - Libia ancora in bilico tra speranze e realtà

TTG Italia - Libia ancora in bilico tra speranze e realtà

27 Aprile 2010

La destinazione LEPTIS MAGNA

La volontà di attrarre investimenti si scontra con la prudenza dei t.o. Il sogno di Gheddafi è riuscire a trasformare la sua patria nella versione nordafricana di Dubai.

L'eterna promessa del Mediterraneo. La Libia non riesce a decollare, divisa com'è tra la spinta dei privati a investire e i problemi di ordine politico-diplomatico che rallentano il possibile sviluppo del settore. A un mese dalla conclusione positiva della querelle tra il governo libico e la Svizzera, questione che aveva finito per coinvolgere tutti i Paesi Schengen, in Italia i t.o. hanno ripreso la programmazione degli itinerari culturali e dei tour nel Sahara ma l'inbound, a livello internazionale, non sembra ancora ripartito.

I turisti continuano, infatti, a disertare i maggiori luoghi d'interesse, come dimostra il drastico calo di affluenza a Leptis Magna. Una località simbolo delle ambizioni frustrate di un Paese che da sei anni a questa parte sta cercando invano di raggiungere il suo obiettivo: affrancare l'economia dalla dipendenza dal petrolio per trasformarsi nella versione nordafricana di Dubai. Un traguardo ancora lontanissimo, se si pensa che la stessa Leptis Magna non ha ancora un hotel di prima categoria nelle vicinanze. D'altronde all'unico cinque stelle del Paese, il Bab Africa Hotel di Tripoli, per ora si è aggiunto solo il resort Dar Tellil, a Sabratha.Tutti gli altri progetti sono rimasti sulla carta.

La ricettività è, però, in lento miglioramento soprattutto a Tripoli, assicurano i tour operator, anche se lo sforzo di attrarre capitali esteri è spesso vanificato da mosse diplomatiche azzardate, come spiega l'ambasciatore americano a Tripoli, Gene A. Cretz:"C'è ancora riluttanza a investire, perché la situazione tuttora non è stabile" ammette. Sul fronte turistico regna la prudenza anche in Italia; i tour operator che avevano intenzione di aprire i programma alla Libia hanno, infatti, deciso di fare marcia indietro:"Sono molto prudenti - riferisce il presidente Astoi Roberto Corbella - perché preferiscono attendere che il Paese offra maggiori garanzie". S. G.

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