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Leggo Roma - Una tassa per aiutare il turismo

Leggo Roma - Una tassa per aiutare il turismo

11 Maggio 2010

«Una tassa per aiutare il turismo»

ROMA - Il vulcano islandese colpisce ancora. La nube di cenere dell'Eyjafjallajokull è tornata a oscurare i cieli. E le autorità europee per la navigazione aerea hanno deciso di chiudere il traffico da e per diversi scali fino alle 14 di ieri, determinando la cancellazione di un migliaio di voli previsti nella giornata in tutto il continente. Dopo la riapertura, sono ripresi gradualmente i decolli e gli atterraggi dai principali aeroporti italiani, ma sono stati 400 i voli cancellati.

Secondo le previsioni del centro di controllo del Vaac, dalla serata di ieri i cieli italiani sono «completamente sgombri dalle ceneri vulcaniche». La nube di cenere «appare assottigliata e allungata dal nord Atlantico fino alla Grecia - precisa il Vaac - ma non è escluso che, nella suo spostamento verso Nord e verso Est, possa portare problemi al centro Europa (dalla Francia alla Polonia) e all'Europa dell'Est» già a partire da oggi.

Per il caos provocato dal vulcano islandese, il settore del turismo ha già subito danni per circa un miliardo di euro, secondo le prime stime della Commissione Ue. E i tour operator italiani tornano a chiedere aiuti dal governo. Per il presidente dell'Astoi, Roberto Corbella, il settore «non ce la fa più» e «non è più rimandabile» la creazione di un fondo di garanzia, in grado di coprire gli operatori turistici da eventi non prevedibili. L'idea, spiega ancora, è quella di «accantonare 50 centesimi di euro per ogni biglietto aereo staccato nel nostro paese».