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L'Agenzia di Viaggi sito web - 'A rischio il pacchetto di linea', dai t.o. monito ai vettori

L'Agenzia di Viaggi sito web - 'A rischio il pacchetto di linea', dai t.o. monito ai vettori

02 Agosto 2011

«Quando vendiamo un pacchetto con il volo di linea noi operatori siamo tenuti al rispetto di norme precise a garanzia del consumo. Ma i vettori aerei non ci consentono più di farlo, mettono a rischio la nostra attività e il loro stesso segmento di business»: il messaggio di Andrea Mele, responsabile del gruppo di lavoro Astoi per il trasporto aereo, è chiaro e forte.

I punti critici più urgenti sono tutti nella lettera aperta che qualche settimana fa l associazione dei tour operator ha spedito ai vertici di una cinquantina di compagnie aeree.

Condividere il rispetto delle norme
«Abbiamo avuto poche risposte  ci spiega Mele  ma su questa battaglia tra i soci Astoi c è fortissima coesione. Noi sosteniamo in tutti i modi le compagnie, ma ora siamo decisi a scelte commerciali conseguenti, perché possiamo lavorare solo con chi condivide con noi il rispetto delle regole. Se i vettori vogliono ancora vendere posti al turismo organizzato sediamoci a un tavolo e troviamo soluzioni, perché noi non possiamo continuare a farci carico di responsabilità che non ci competono. Se un biglietto è parte di un pacchetto è soggetto a norme diverse da quelle che si applicano alla vendita del solo trasporto. Non chiediamo denaro né attenzioni, solo il rispetto di regole di legge e di mercato».

Norme che tra l altro il nuovo Codice del Turismo, appena entrato in vigore, rende ancora più rigorose e attente al consumo. Le questioni più urgenti sono tutte nella lettera aperta di Astoi ai vettori. Eccole in sintesi.


Supplemento carburante e timing delle tariffe

«Ai tour operator servono tariffe finite  dice Mele  non possiamo sostenere una variazione continua e sempre al rialzo, mai riferita all andamento del dollaro ma a quello del petrolio. Le agenzie possono tentare di spiegarlo al cliente. Noi sul prodotto charter abbiamo norme precise da pubblicare a catalogo, non sulla linea».

Poi lo scorporo del supplemento dalla tariffa taglia il mark-up del tour operator, ma c è di più: «Il fuel surcharge non entra nell imponibile ai fini fiscali, ma per la Iata è fatturato  aggiunge Mele  e fa salire le fidejussioni che ci vengono imposte. Su questo i vettori, quasi tutti, fino ad ora sono stati di una sordità assoluta».

Il timing delle tariffe è come noto un problema storico e apparentemente insolubile. «Non possiamo lavorare senza tariffe  ripete Mele  che arrivano sempre tardissimo. Ne abbiamo bisogno almeno tre o quattro mesi prima e che siano valide un anno».

Time limit e sconsiglio

«I vettori prima impongono un time limit rigoroso per l emissione dei biglietti. Poi però se scatta lo sconsiglio del ministero degli Esteri per eventi gravi non sempre rimborsano». Ma non è solo questo: salvo eccezioni ragionevoli  chiede Astoi  il time limit per l emissione deve essere agganciato alla data di partenza, non a quella di prenotazione. «È impensabile di questi tempi chiedere ad agenzie e ai clienti il saldo della biglietteria sei, tre o anche due mesi prima della data da contratto  protesta Mele  così si punisce proprio l early booking, quello virtuoso».

I depositi

«Quando prendiamo allotment le compagnie ci chiedono depositi sempre più alti e molto anticipati  spiega Mele  ad esempio a luglio per l inverno. Così ci trattengono cifre importanti anche per sei o sette mesi, nel caso anche fino a febbraio, e a interesse zero. Non è più possibile, nessun revisore dei conti ammetterebbe una tale assurdità».

E naturalmente non sarebbe tutto qui: «Ma sono le questioni più urgenti, le più difficili da affrontare con la distribuzione e con il cliente finale  sottolinea infine Mele  Almeno cerchiamo di risolvere questo. Invitiamo pubblicamente i v