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l'Agenzia di Viaggi sito web - Fronte italiano anti-Lufthansa: le associazioni puntano i piedi

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06 Luglio 2015

Tre punti, tre priorità per le associazioni di categoria riunite contro Lufthansa. Dopo il tavolo del 1° luglio – quando Astoi, Fiavet, Federviaggio, AINeT e Assoviaggi hanno convocato i rispettivi legali – è stata chiarita una strategia comune per contrastare l’introduzione dal 1° settembre del Distribution Cost Charge deciso dalla compagnia tedesca (la cosiddetta fee di 16 euro su ogni biglietto emesso attraverso gds).

Le associazioni chiedono innanzitutto: “La verifica degli aspetti legali per garantire il rispetto degli obblighi contrattuali derivanti dal mandato Iata di vendita della biglietteria aerea e delle vigenti norme europee e nazionali”. Nel frattempo, avanzano “richiesta formale a Lufthansa della policy contrattuale e del modello tecnico di funzionamento della piattaforma software LHGroup-Agent Portal per le opportune verifiche comparative con il sistema dei gds”. Infine, chiedono a Iata una presa di posizione ufficiale sulla questione.

“In seguito a quanto emergerà – si legge nella nota congiunta – le sigle associative definiranno, in tempi molto stretti, le azioni da intraprendere per difendere la corretta remunerazione del lavoro professionale, per garantire la libera concorrenza sul mercato, nel rispetto del diritto alla trasparenza e alla corretta informazione del consumatore”.

La compagnia non torna indietro: ‘Tre gds controllano tutto’
Da parte sua, Lufthansa non sembra affatto intenzionata a tornare indietro. Heike Birlenbach, vice presidente vendite e servizi in Europa, lo ha ribadito senza mezzi termini all’Advantage Focus Champions Conference di Francoforte.

«Oggi lo scenario vede in piena attività centinaia di compagnie e migliaia di punti vendita, ma in realtà soltanto tre gds controllano tutto, una prassi che Lufthansa non intende più accettare. Con questa fee – ha affermato – non vogliamo scartare né emarginare dal business le agenzie di viaggi, piuttosto sfidare i gds per aprire poi un dialogo su piani diversi da quelli attuali che non hanno sortito alcun risultato in termini di evoluzione tecnologica».

Secondo Birlenbach, la fee è stata calcolata «come differenza tra la distribuzione diretta e quella tramite gds. Se questa differenza cambia, perché il prezzo cambia, i 16 euro a loro volta si modificano».

Il vice presidente del vettore ha poi tagliato corto: «Riconosciamo che a fronte di questa nostra decisione c’è un margine di rischio, ma il costo di distribuzione ci dà modo di affrontare la sfida con serenità perché siamo convinti che sia questa la strada. Noi intendiamo guidare questo cambiamento che modificherà certe regole del gioco al quale possono partecipare tutti, dai gds alle adv». www.lufthansa.com Di A.L.