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Rassegna stampa Astoi
L'Agenzia di Viaggi sito web - Emergenza Sardegna: prodotto, promozione, accessibilità

L'Agenzia di Viaggi sito web - Emergenza Sardegna: prodotto, promozione, accessibilità

06 Luglio 2013


Mai come oggi la Sardegna è un isola turisticamente infelice, con una perdita di oltre mezzo milione di arrivi in soli tre anni. L emergenza strutturale è stata evidenziata nel corso di un forum organizzato in occasione dell assemblea di
Astoi Confindustria Viaggi svoltasi al Colonna Resort in Costa Smeralda.

L allarme rosso è stato è stato lanciato dal presidente Nardo Filippetti: «Le vicende dell isola riguardano più in generale gran parte del prodotto Mare Italia, che anche quest anno registra un trend negativo, purtroppo in linea con quello del 2012, già segnato da un calo globale delle presenze pari all 8% circa e da un calo della spesa superiore al 15%. Gli operatori, dal canto loro, per riportare in vacanza un cliente dal potere di acquisto ormai indebolito, hanno messo in atto diverse strategie commerciali, facendo ad esempio leva sul pricing, puntando su offerte che comprendono vari livelli di budget, rendendo più flessibile la durata dei soggiorni, promuovendo l advance booking che garantisce il risparmio o, con riferimento al target famiglia, adottando sempre più spesso formule come la gratuità per bambini».

«Il risultato di questi sforzi  ha proseguito Filippetti  è che alcune mete balneari italiane mantengono comunque il loro appeal e fanno registrare, nonostante la crisi, buone performance. È il caso, ad esempio, della Puglia con il Salento, della riviera romagnola e della Sicilia con le Eolie. La Sardegna, invece, non riesce a risollevarsi».

Conti alla mano, dal 2009 al 2012 l isola ha dovuto contare 530mila turisti in meno, e sempre nello stesso periodo sono andati in fumo quasi 2,8 milioni di pernottamenti. Il segno  meno riguarda anche il traffico nei principali scali marittimi sardi che in quattro anni da subìto un decremento del 28,83% pari a 1.970.000 passeggeri trasportati in meno. Conforta relativamente la tenuta del traffico aereo che ha perso  soltanto (si fa per dire) 76mila passeggeri, ma è comunque una flessione sintomatica di una debacle generale e diffusa che sta mettendo in ginocchio uno dei settori trainanti dell economia sarda.

Un  brand da rilanciare

Da qui l urgenza di rilanciare il brand Sardegna anche a livello promozionale e lo stesso direttore generale di Enit, Andrea Babbi, ha ammesso che «la Sardegna, la Sicilia e la Toscana sono le tre regioni italiane che possono vantare una forte riconoscibilità del proprio brand sui mercati esteri. È bene però sfruttare l opera di razionalizzazione delle presenze alle Borse e fiere che sta compiendo l Enit, per raccordare certi sforzi promozionali e coinvolgere la Sardegna nel piano di rilancio del turismo nazionale».

«Creare prodotti per giovani  ha proseguito Babbi  presidiare i mercati emergenti, sfruttare lo snellimento del rilascio dei visti turistici, favorito con 300mila euro dalla stesso Enit, e relativo ai mercati russo e dell Est Europa, per tornare a vendere al meglio una regione unica nel suo genere. Ci sono tante barriere, da quella geografica a quella burocratica, a quella culturale, che vanno prontamente smontate, per liberare le potenzialità della destinazione».

Gli ha fatto eco il presidente di Confindustria Sardegna, Alberto Scanu, che ha quantificato la perdita di fatturato del settore, proprio a causa delle numerose barriere nell accesso al prodotto-Sardegna: «Questa erosione di traffico turistico, sia domestico che estero, ci è costata 500 milioni di euro l anno e oltre 6mila posti di lavoro svaniti nel nulla. Siamo di fronte a un emergenza strutturale che colpisce anche l indotto, a cui bisogna far fronte con una politica sul prodotto e un attenta politica tariffaria, a partire dai traghetti, ma non solo».

La risposta dei vettori

E proprio sul caro-traghetti c