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L'Agenzia di Viaggi sito web - Caso Lufthansa, irrompe l’Uftaa: «Ridiscutiamo tutto»

L'Agenzia di Viaggi sito web - Caso Lufthansa, irrompe l’Uftaa: «Ridiscutiamo tutto»

01 Luglio 2015

Il Gruppo Lufthansa messo con le spalle al muro dalle associazioni di categoria internazionali, dopo l’annuncio del DCC-Distribution Cost Charge di 16 euro a biglietto dal prossimo 1° settembre. Al termine di una burrascosa riunione dell’APJC International a Ginevra, tenutasi nei giorni scorsi, si è infatti ufficializzata la spaccatura tra compagnie aeree e Iata, da una parte, e Uftaa, Ectaa e Wtta dall’altra.

È stata la Iata a precludere la discussione della vicenda Lufthansa in seno all’APJC perché si tratta di una questione puramente commerciale che non può essere dibattuta in un organismo che attiene la regolamentazione generale del trasporto commerciale e le procedure del Bsp. Dal momento, però, che Lufthansa sottintendeva l’incasso del DCC nel circuito Bsp, sono stati i rappresentanti dell’Uftaa ad appellarsi a una norma dettata proprio dalla Iata che preclude l’inserimento in Bsp di altri oneri diversi da quelli già contemplati dall’accordo bilaterale delle parti.

A questo punto, a margine della riunione, lo staff dell’Uftaa ha posto i rappresentanti Lufthansa di fronte all’unica alternativa praticabile: fatturare il DCC a ogni singola agenzia di viaggi del mondo, al di fuori dalla procedura Bsp. Una soluzione, questa, che in termini contabili vorrebbe dire un costo enorme per il settore amministrativo di Lufthansa, sicuramente antieconomica e controproducente rispetto all’obiettivo che si era prefisso il Gruppo tedesco.

Una ‘giusta remunerazione’ alle adv

E sempre l’Uftaa ha rigettato anche la decisione di Lufthansa di fissare la commissione allo 0,1%, rilanciando il concetto della “giusta remunerazione” che va riconosciuta alle agenzie di viaggi, al posto dell’anacronistica definizione di “commissione”, e richiamando sentenze già emesse in India e in Israele. In altre parole se Lufthansa vuole fare a meno delle agenzie dovrà assumersi ogni responsabilità delle conseguenze commerciali.

A conti fatti, dopo la riunione APJC International di Ginevra, l’Uftaa, l’Ectaa e la Wtta hanno finalmente fatto fronte unico ed è proprio l’Uftaa a condurre ora l’eventuale trattativa con il Gruppo Lufthansa, che ha chiesto tempo per dare una risposta definitiva.

Bevacqua: «Provvedimento inaccettabile e illegittimo»

A commento di quanto avvenuto a Ginevra, il past-president di Uftaa, Mario Bevacqua (nella foto) puntualizza a L’Agenzia di Viaggi: «Sappiamo tutti che Iata è un organismo di parte, espressione delle compagnie aeree, ma è anche vero che se invoca la regolamentazione vigente non può ignorare che nel Bsp un provvedimento come il DCC di Lufthansa non solo è inaccettabile, ma è soprattutto illegittimo. Pertanto, a questo punto, rimettiamo tutto in discussione, a partire dalla commissione, che così come l’ha fissata il vettore tedesco è ridicola e ovviamente non ci interessa. Mi auguro che tutte le associazioni di categoria dei vari Paesi nel mondo si rendano conto che occorre cogliere questa occasione per rinegoziare la nostra consulenza su ben altri livelli. Un’opportunità per rilanciare la centralità del nostro ruolo. Se l’ha capito Ryanair, che 10 anni fa proclamava la nostra scomparsa, salvo poi tornare oggi sui suoi passi, vuol dire che il nostro peso è davvero considerevole».

«In tutta questa vicenda – ha concluso Bevacqua – va ribadito che gli adv non sono alleati dei gds, ma ne apprezziamo sicuramente il ruolo, perché con la loro evoluzione ci hanno consentito di operare al meglio, nell’interesse del cliente».

Tutto questo a poche ore dalla riunione tecnica dei consulenti legali di Fiavet, Federviaggio, AINeT, Astoi prevista per oggi presso la Fiavet Nazionale finalizzata a vagliare la riposta più idonea da fornire a Lufthansa. Va da sé che quanto accaduto a Ginevra e quanto potrà scaturire da un’eventuale trattativa di Lufthansa con Uftaa, impone alle associazioni nazionali (non solo quelle italiane) un atteggiamento unitario a tutela dell’intermediazione, perché azioni isolate e posizioni differenziate all’interno della filiera farebbero il gioco di chi, come il Gruppo Lufthansa, giunge a decisioni unilaterali, ben sapendo di avere delle controparti frammentate e dunque deboli.